sabato 9 marzo 2013

UN PENSIERO: COME QUELLO DI MOLTI!


LETTURE E PENSIERI: IN QUESTI GIORNI. E NEI TANTI GIORNI, PASSATI, IN CUI IL TEMPO E' STATO GENEROSO DI ORE: DA DEDICARE A SPULCIARE UN PO' QUA E LA'. A PENETRARE VOCI, PAROLE, SUONI. DI TEMPI PASSATI E DEL MOMENTO. CHE RACCONTANO TANTE, TROPPE, COSE: VERE. CHE VIVIAMO SULLA NOSTRA PELLE.
QUESTA NON E' FANTASIA MA REALTA'...DI TUTTI I GIORNI. CHE INTERESSA: TUTTI I PAESI; TUTTI I CETI SOCIALI; TUTTI NOI!


Dopo i convenevoli sull'8 marzo, gli auguri di rito, è giusto ricordare quelle donne che hanno dato la loro vita al lavoro nel lontano 1911! Quelle donne che danno la loro vita ogni giorno, per vari motivi. Per ideali, utopie, senso civico, protezione di valori e di affetti. E causa il lavoro.
Mi soffermo a ciò: perchè la festa delle donne risale proprio ad un incidente sul lavoro!
Anche oggi: operaie che perdono la vita o che subiscono gravi traumi, che non permettono piu' reinserimenti, recuperi alla norma, reintegro lavorativo, sociale. E reinserimento familiare, di coppia, come mamme! Oppure che, per incidenti mal riconosciuti e quindi risarciti in modo non consono al danno subito, subiscono anche danni patrimoniali. Comunque: vita e lesione del corpo, psicologica e morale: non hanno prezzo!
Inoltre, non ultimo, donne che subiscono violenze sul lavoro: quale mobbing. Nelle maniere piu' incredibili e negli ambienti meno sospettabili. Che vengono lacerate interiormente. Psicologicamente. Lese nella loro dignità di Donne e di Professioniste. Non occupate secondo le loro potenzialità. Non "cresciute" , nell'ambiente lavorativo, affinchè le loro capacità possano dare frutti. Sia come resa nei confronti della struttura di appartenenza (che se le cose vanno bene, se si sa "sfruttare" la capacità altrui, acquisisce in professionalità ambientale, in lustro, in risultati e prodotto finale, oltre che in prestigio dei superiori e della struttura stessa).  Che verso se stesse. Lo stare bene, essere accolte, stimolate a rendere , a migliorarsi ed a produrre: determina uno sviluppo armonico della persona. Dona autostima, forza, fiducia in se stessa, voglia di fare, di dare, di mettersi in gioco, di aggiornarsi, di crescere, di realizzare e realizzarsi! Dà risultati benevoli: verso se stessa, nel sociale ed anche per le relazioni piu' intime e familiari. Al giorno d'oggi, in cui si richiede il massimo dalla donna, anche al di fuori dell'ambito prettamente di "servizio" alla famiglia, e che l'emancipazione è un dovere oltre che un diritto, la mancanza di riconoscimento in ambito lavorativo diviene abbrutimento e violenza. Spesso costrette all'auto-licenziamento per poter sopravvivere, almeno, al di fuori dell'ambiente di lavoro! Causa l'ambiente di lavoro! Per sottrarsi a isolamenti, a ricatti, a minacce, a vessazioni. Che raggiungono e demoliscono anche il benessere fisico.
Questo sarebbe meno "realizzabile", da chiunque ce l'abbia con la donna, se le donne venissero tutelate, almeno quanto gli uomini. Non a parole ma nei fatti!
Non reputandole isteriche appena protestano per le ingiustizie che vedono contro gli altri o che subiscono (hystèra=utero).
L'ingiustizia sarebbe piu' difficile se non si facessero piu', per obbligo e con effettivi e sinceri controlli,  discriminazioni a seguito di appartenenze diverse, per quanto: di ideologia, iscrizione a partiti, seguito a gruppi, idee religiose o spirituali. Se non ci fossero preconcetti sulla persona; se non si accogliessero opinioni altrui od influenze esterne all'attività stessa. E se gli ambienti di lavoro seguissero veramente: i principi di libertà. Da vincoli di potere. Da vincoli spirituali. Da vincoli associativi extra-lavorativi. Che danno benefici solo a coloro che si vendono. Vendono la coscienza, l'anima, per un posto migliore;  per il risalire a gradi superiori con promozioni immeritate ( a scapito del mal capitato\a vessato di turno); per un obolo monetario, per un titolo, un premio "falsamente produttivo" , un avanzamento in carriera.ecc.
Le donne si tutelerebbero: se ci fosse solidarietà concreta tra donne.  COSA CHE FAVORIREBBE ANCHE L'AIUTO VERSO GLI UOMINI ALTRETTANTO LESI!  Quindi: non a parole: "l'utero è mio e me lo gestisco io". Solidarietà che sappia anche: reprimere la "naturale" femminea tendenza contro l'altra: all'invidia, alla gelosia, al pettegolezzo, all'irrisione, alla voglia di prevalere, non tanto e solo professionalmente, ma come femmina. Che necessita di veder avvalorata la sua IMPORTANZA di ESSERE: PRIMA femmina del branco!
APRIAMO GLI OCCHI!
COSI' FACENDO, FACCIAMO IL GIOCO DI CHI ANCORA VUOL TENERE LA CLAVA IN MANO! E NON E' DETTO: SIANO SEMPRE I MASCHI! 
ANCHE QUANDO CI REGALI ROSE, CARAMELLE, SORRISI. O CI DICA "TU SEI LA PIU' FIGA", CI ELOGI PER L'INTELLIGENZA, LA SENSUALITA', IL PORTAMENTO, LA SIMPATIA, LA DISPONIBILITA', LA COMPLICITA'!
FACCIAMO IL GIOCO DEI NANI MALEFICI DI TURNO.  CHE SPESSO SONO DONNE! CHE VALUTANO L'INTELLIGENZA ED IL SAVOIR FAIRE DALL'APERTURA DELLE COSCIE PROFESSIONALI! (COSA CHE IN PRIVATO OGNUNA è LIBERA DI ATTUARE! MA NON PER DIVENIRE LA DOMINA DEI CAPI, DA GESTIRE CONTRO ALTRE LAVORATRICI. MAI POTENDOSI DIRE DONNA, SE NON AGGIUNGENDO L'EPITETO DI... INETTA).
FACENDO COSI' SIAMO NOI STESSE A VIOLENTARE LA NOSTRA PERSONA, FEMMINILITA', MATERNITA' INTRINSECA! FAVORENDO L'OMERTA' OD ESSENDO OMERTOSE, VERSO LA VIOLENZA IN AMBITO LAVORATIVO , E NON SOLO, CONTRO ALTRE DONNE! ED UOMINI!
COSI': FACCIAMO IL GIOCO DELLE VERE CRETINE DI TURNO!
CHE NON SONO LE DONNE VITTIME. PERCHE' SINCERE, SENSIBILI, CORAGGIOSE NEL MANTENERE VIVI I PROPRI PRINCIPI ANCHE QUANDO TRAVIATE, LESE, MANIPOLATE: DA ESCLUSIONI E COLPI BASSI. O RESE FRAGILI PERCHE' LA SOCIETA' NON APPLICA LA TUTELA. DONNE VITTIME: CHE SI RELAZIONANO SERENAMENTE ED APERTAMENTE, SENZA PAURA D'ESSERE SE STESSE, CHE CREDONO NEI VALORI QUALI L'AMICIZIA, LA COLLABORAZIONE DIALOGICA E DI CONFRONTO ONESTO ED ACCRESCENTE. CHE CREDONO NEL VALORE DELLA PRIVACY, DELLA SOLIDARIETA', DELL'UNIONE. DELLA COMPARTECIPAZIONE ALL'ALTRO: CHE DETERMINA VERO SUBSTRATO PER UNA COLLABORAZIONE PROFICUA.
LE CRETINE, LE DONNE DI BASSO SPESSORE, SONO LE VERE PREZZOLATE!
LE IMMORALI: NON VULVARI! MA NELL'ANIMA!
LE VENDUTE ALL'INVIDIA (PEGGIORE FORMA DI CATTIVERIA) PER:  MASCHERARE LE LORO PICCOLEZZE, I LORO LIMITI FISICI E FISIOLOCICI E UMANI ED UMANITARI. OLTRE CHE DI PREPARAZIONE PROFESSIONALE. PER CUI LACERANO E LIMITANO: LE ALTRE! MAGARI RICORRENDO A DETURPARE IL PROFESSIONALE INSERENDOSI ANCHE NEL PRIVATO ALTRUI. INSEGNANDO ANCHE ALLA VITTIMA, CHE PROVA A DIFENDERSI: A DIVENIRNE IL RITRATTO SPECULARE!
LE DONNE DOVREBBERO OPPORSI A CIO'.
SEMPRE!
FACENDO TRASMISSIONE, TRA LORO, DI COSA SIGNIFICHI ESSERE DONNA!
FACENDO UN CORDONE PROTETTIVO VERSO LA SIMILE! I SIMILI!
INSEGNANDOSI A VICENDA CHE: LA BELLEZZA FEMMINILE è IN UNA INTERIORITA' INTEGRA OD ALMENO TENDENTE A QUESTO. E NON FISICA E VAGINALE!
CHE LA VERGINITA' DEL PENSIERO, DELL'INTELLIGO, DEL CUORE, DELL'ANIMA PULITA E SENSIBILE: SONO QUEL QUALCOSA CHE NON DOBBIAMO PERDERE.
PER ESSERE VINCENTI!  







l pomeriggio del 25 marzo 1911, un incendio che iniziò all'ottavo piano della Shirtwaist Company uccise 146 operai di entrambi i sessi. La maggioranza di essi erano giovani donne italiane o ebree dell’Europa orientale. Poiché la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d'uscita.
I proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, che al momento dell'incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiuse a chiave le operaie per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni operaia morta: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari.
Migliaia di persone presero parte ai funerali delle Operaie 



CONCLUDO CON LE PAROLE DI GIOVANNI PAOLO II: CONSIDERANDOLE PAROLE DI UN UOMO! NON QUINDI NEL SUO RUOLO DI CRISTIANO CATTOLICO. MA DI ESSERE DI SESSO MASCHILE CHE, CERTAMENTE COL "VERBO", HA SAPUTO COGLIERE ASPETTI INTIMI E SACRI DEL SESSO FEMMINILE. CHE DOVREBBERO ESSERE QUOTIDIANAMENTE RICONOSCIUTI. PAROLE CHE COLGO DA LAICA. AFFINCHE' LA DONNA NON PERDA MAI: LA BELLEZZA UNICA CHE LE E' PROPRIA E CHE, A MIO PARERE, RISIEDE NELLA NATURALE PREDISPOSIZIONE A FARSI "GRAVIDANZA" DI BELLO E BENE E BUONO; DI PIACERE PER TUTTI I SENSI; DI CAPACITA' DI DONARSI PER LE VIE CHE LA RENDONO SODDISFATTA E CONTENTA DI SE STESSA: PER OGNI PERSONA CHE LA INCONTRI.


Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell'essere umano nella gioia e nel travaglio di un'esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.
Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.
Grazie a te, donna-figlia donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.
Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l'indispensabile contributo che dai all'elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del « mistero », alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.
Grazie a te, donna-consacrata, che sull'esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all'amore di Dio, aiutando la Chiesa e l'intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta « sponsale », che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura.
Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani.
.....

si metta in luce la piena verità sulla donnaSi ponga davvero nel dovuto rilievo il « genio della donna », non tenendo conto soltanto delle donne grandi e famose vissute nel passato o nostre contemporanee, ma anche di quelle semplici, che esprimono il loro talento femminile a servizio degli altri nella normalità del quotidiano. È infatti specialmente nel suo donarsi agli altri nella vita di ogni giorno che la donna coglie la vocazione profonda della propria vita, lei che forse ancor più dell'uomo vede l'uomo, perché lo vede con il cuore. Lo vede indipendentemente dai vari sistemi ideologici o politici. Lo vede nella sua grandezza e nei suoi limiti, e cerca di venirgli incontro e di essergli di aiuto. In questo modo, si realizza nella storia dell'umanità il fondamentale disegno del Creatore e viene alla luce incessantemente, nella varietà delle vocazioni, la bellezza - non soltanto fisica, ma soprattutto spirituale - che Dio ha elargito sin dall'inizio alla creatura umana e specialmente alla donna.
Mentre affido al Signore nella preghiera il buon esito dell'importante appuntamento di Pechino, 
invito le comunità ecclesiali a fare dell'anno corrente l'occasione per un sentito rendimento di grazie al Creatore e al Redentore del mondo proprio per il dono di un così grande bene qual è la femminilità: essa, nelle sue molteplici espressioni, appartiene al patrimonio costitutivo dell'umanità e della stessa Chiesa.

SPERO CHE: GLI UOMINI  SPIRITUALI CERCHINO DI FAR PROPRIA ANCHE OGGI, RICORDANDOLA TUTTI I GIORNI, QUEST'ULTIMA FRASE. RAMMENTANDO CHE SONO NATI DA UNA DONNA. CHE PER DAR LORO LA LUCE: HA SOFFERTO UN DOLORE UNICO ED HA GODUTO, PER PRIMA, DEL LORO NASCERE SU QUESTA TERRA!

Elisa






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