domenica 24 febbraio 2013

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Post n°86 pubblicato il 24 Febbraio 2013 da sweet.catwoman
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COMINCIO CON LA FRASE SOVRASTANTE. DI UN UOMO CHE NE DICE CHE MI PIACCIONO ED ALTRE CHE NON MI
APPARTENGONO (forse perchè non ancora in grado di comprenderne appieno il significato) .
QUESTA FRASE MI APPARTIENE APPIENO!
Tutti gli uomini compiono un cammino: la vita. Personale e comunitaria. Il cammino può
attuarsi per vie e con modalità diverse. Ogni cammino si diversifica anche in base
all'individualità ed alle circostanze, pur somigliando ad un altro. Tutti dovremmo, per me,
compierlo nella serenità che ci permetta di assaporarne le fasi che conducono alla crescita
personale. Non egoistica. Invece disponibile e farsi parte integrante di quello altrui. In
modo che il raggiungimento della propria massima realizzazione, in particolare completante
dell'Essenza propria (il ritrovarsi come vero ed unico accesso all'Infinito e Sede,
privilegiata ed umilmente consapevole, dello Stesso), divenga apertura anche alla definizione
piu' ampia: di costruzione di un vero sistema comune. Di aggregazione. In cui non ci sia, per
me, un discriminante, seppur già accogliente, cortile dei gentili. Ma un'unico ambito di
ricerca comune, un unico Edificio Prezioso. Del noi in noi stessi. Del noi negli altri e con
gli altri. Del noi assieme: in - con- per - all'Assoluto.   Ferma su questo "assioma" (le parole di Coelio)! Non credo ci sia bisogno di mostrare nè di
dimostrare nulla di noi stessi. Nè di acconsentire, favorire, auspicare che altri lo facciano.
A meno che non apertamente: se per il nostro bene e per il bene comune. Meno ancora credo ci
sia bisogno di mostrare o dimostrare qualcosa: degli altri! Anzi e ad esempio: è stata mia
crescita vivere nella bellezza del confronto, cercando sempre di impegnarmi ad evitare il vero
e proprio scontro, non edificante e deleterio. Ho sempre reputato che non ci debbano essere
nemici, per partito preso. La diversità di idee, preparazioni e provenienze di vita propria,
esperienze, successi ed insuccessi per me è: ricchezza. Il confronto è NECESSITA'! Perchè il mio cammino è: evoluzione. Nei miei tempi! Quindi anche con momenti di involuzione
ovvia! Come nella fisiologia dell'uomo: si impara a deambulare partendo dallo strisciare e poi
gattonare. Si cade e ricade. Ma si impara a stare in piedi! Per andare: avanti ma anche
indietro. Tornando a quei bivi in cui abbiamo scelto, antecedentemente, una delle vie. Che
scopriamo non essere la corretta (magari solo per noi!), la piu' semplice, la troppo semplice
ma non gratificante. Si cade! Ma ci si rialza. Facilmente se c'e' qualcuno che ci aiuta. Piu'
difficilmente se da soli. E da soli non significa fisicamente. Ma lo è per tutti:nell'andare
nella vita. Perchè, anche se nella cordata delle umanità vicine e dell'Umanità globale, si è
quel Sè che deve essere se stesso. Deve saper estraniarsi, limitarsi, rafforzarsi,
accantonarsi, escludersi ed accettare d'essere messo in condizione di non prevalere e di
prevalere, al momento giusto, se per il bene comune. Oltre che per il proprio. Nel muoversi
deve, per me, sempre tener conto che, anche se soli, si è in due e piu' di due. Che sommati
non si è sole unità somato-spirituali. Ma soprattutto: unità complesse funzionali! Per me,
ognuno, in base al proprio se stesso, deve metterci: intelligenza-metodo-studio-attenzione-
forza-delicatezza-resistenza-volonta'-determinazione-motivazione-coraggio-giusta paura-
responsabilita'-tecnica-ARTE-periodico riposo e riflessione, capacità di "meditazione" e di
immersione in se stesso e nell'oltre. Ed un po' di giusto orgoglio e tanta UMILTA' e
consapevolezza del valore altrui! Perchè chi cammina con noi: sempre ci è maestro in qualcosa
di cui siamo deboli. Tutti siamo delle perfezioni in fieri. E delle imperfezioni in essere:
perfettibili grazie alla necessità e disponibilità a farci "comunione".Nell'andare si cresce
in certezze che poi si fanno: dubbi! E, magari, incertezze e poi sicurezze piu' decodificabili
ed applicabili. Il nemico lo crea chi ha paura dell'altro, del confronto, di mettersi e
mettere in discussione le proprie idee. Io ringrazio chi mi ha permesso anche di discutere su
di me....oltre che sui massimi sistemi (;D). Perchè mi ha permesso di proseguire in un mio
cammino. Il cammino della mia vita. Un cammino anche di: guerra e pace. A zig zag: tra il
bianco e nero e le varie tonalità di grigio che tutti siamo e che tutto è nel manifestarsi
sobrio. Per farsi comprendere piu' facilmente e portarsi alla luminosità piu' eclatante. Che
senza passaggi variabili, anche attraverso momenti di oscurità, ci accecherebbe. Portandoci
totalmente fuori della realtà in un folle desiderio di oblii assurdi e demolitivi. Rendendoci
privi di: visus obiettivo e di acuito sentire dell'Essere; di assorbimento del gusto della
vita; di conoscenza della realtà nel piacere, anche creativo, del tatto; nell' estatico
partecipare ai profumi della storia dell'Uomo che si fa, nel suo arduo cammino, Perfezione
graduale.
PARLO DI ME. COME ALTRE VOLTE.
DICO QUELLO CHE PENSO. COME ALTRE VOLTE.
PERDONATEMI MA I BLOG SONO ANCHE DIARI. RESI PUBBLICI.
LO FACCIO IN QUESTI DI LIBERO.IT ED IN ALTRI.
CON UMILE CONSAPEVOLEZZA CHE SONO UNA PICCOLA PARTE DI UN GRANDISSIMO TUTTO. MA CHE VALGO: COME CHIUNQUE ALTRO. CHE E' TANTO VALEVOLE, SEMPRE, AGLI OCCHI DELLA MIA RAGIONE E SOPRATTUTTO DEL MIO CUORE.LO FACCIO "SFACCIATAMENTE" PERCHE' VOGLIO ESSERE CORAGGIOSA E FIDUCIOSA NELLE INTELLIGENZE ED INTUIZIONI ALTRUI. CHE NON FRAINTENDANO LE MIE ESPRESSIONI E LE VALUTINO COME: SEMPLICE CHIACCHIERATA DI UNA DONNA QUALSIASI. CHE UN PO' DICE DI SE STESSA. UN PO' DICE DI QUANTO E' DATO PUBBLICO CHE TUTTI OSSERVANO , INTUISCONO. CERTA DELLE SENSIBILITA' DI CHI LEGGA: PERSONALI, DIVERSE, ISPIRATE, MEDITATE,CAPACI DI DISCERNIMENTO . TUTTO CIO', ANCHE SE SONO CONSAPEVOLE CHE: "SMASCHERARSI", DELICATAMENTE NEL DIRE E NEL DIRSI, IN QUESTO LUOGO (INTERNET), PER POI MASCHERARSI (NECESSARIAMENTE O GOGLIARDICAMENTE) E' IMPORTANTE MA RISCHIOSO. COME NEL RELAZIONARSI DELLA VITA REALE: PERSONALE ED AFFETTIVA E DI UNIONE PIU' VASTA. CHE NON DEVE MAI ESSERE DIMENTICATA ED ACCANTONATA. PER LA QUALE BISOGNA SEMPRE LOTTARE! IN CUI, AL PARI DELLA PERMANENZA IN INTERNET, PUO' ACCADERE CHE CI SI TROVI A METTERSI NELLA SITUAZIONE DI POTER ESSERE O SENTIRSI INCOMPRESI OD ESSERE ANCHE INGIUSTAMENTE FRAINTESI, DI FRAINTENDERE, DI OBBLIGARE.  PERSINO, CON TANTA FACILITA' DIFFUSIVA MEDIATICA, SI RISCHIA DI VENIRE "RESI PUBBLICI"(MAGARI POST INGANNI) . COSA CHE NON DOVREBBE ACCADERE. ED E' STATO PER TANTE DONNE,  ADOLESCENTI, BAMBINI: DESACRALIZZATI DALLA CADUTA ALTRUI. ESSERI CHE SPESSO SI ARRENDONO AL DOLORE DELL'INGANNO SUBITO. CHE NON SANNO SUPERARE IL SENSO DI PERDITA DELLA PROPRIA DIGNITA'. COSA CHE NON DOVREBBERO FARE. E NON FAREBBERO SE SOSTENUTI DA COMPAGNI DI VIAGGIO: VERI, SERENI, FORTI, PROTETTIVI. CHE AIUTINO A SOPRAVVIVERE ED A VIVERE UNA POTENTE RESURREZIONE! CONDIVIDENDO SEMPRE IL CAMMINO. SIA NEGLI SBAGLI CHE NEI SUCCESSI. SONO EVENTI CHE VORREI NON DOVER LEGGERE MAI PIU' SUI QUOTIDIANI. PERCHE' E' DI BASE: IL DIRITTO ALLA VITA ED ALLA SALUTE, ALL'ONORE ED AL BUON VIVERE. DI TUTTI! DELLE VITTIME MA PERSINO DEI CARNEFICI (PUR SEMPRE UOMINI). PERCHE' LA VITA E', PER ME, IL PRIMO TEMPIO SU CUI PRESTARE GIURAMENTO. E L'UOMO DOVREBBE ESSERE: IL GIURAMENTO. Purtroppo anche questo fa parte del mondo in cui siamo! ho evidenziato quanto sopra: non per andare a viole! ma per esplicitare meglio l'importanza che do all'essere anche in questa community! CHE REPUTO PARTE, ANCHE SE "VIRTUALE", DEL MIO ANDARE.  SO CHE ESPRIMERMI E' DENUDARE IL MIO LAICO E SPIRITUALE: SENTIRE E PENSARE. A volte contraddittorio, proprio per le micro-paure sovraesposte. Ma sono parte intelligente (nei miei limiti) di questa società. Una società da AMARE ma anche da temere. Che noi cresciamo, anche solo per omertà! Che io definisco: del "narcisismo patologico" pur nella resa alla mediocrità dell'anima. CUI SIAMO SOGGETTI. DI CUI, FORSE, A VOLTE, SIAMO ANCHE CAUSA CONSAPEVOLE OD INCONSAPEVOLE. CUI FORSE CI DOBBIAMO, UN PO', "ADATTARE". CHE PERO', secondo me,  DOVREMMO OSSERVARE, COME SOLDATI ESPERTI ANCHE NELL'USO DI VISORI NOTTURNI. PER CREARE BARRIERE PROTETTIVE EFFICACI! OSSERVARE PUR RIBELLANDOCI A FAVORE DELLA VERITà DELL'IMPORTANZA DI OGNI ESSERE UMANO.  CONCLUDENDO: GRAZIE AD ALCUNI DELLA COMMUNITY CHE HANNO INTERAGITO DIALETTICAMENTE CON ME, ACCETTANDO ANCHE CERTI MIEI: MORDI E FUGGI. A CHI HA FATTO CON ME: UN BEL MORDI E FUGGI. E' UN DOVERE: COMPRENDERE CHE ANCHE QUI, COME NELLA REALTA', SI PUO' (FORSE SI DEVE): essere valutati per come non si e' nella TOTALITA' ed INTEGRITA' di noi.  Perche' SIAMO in momenti in cui tutto ci va bene e siamo felici: quindi esplicitiamo un nostro certo "IO". O veniamo conosciuti solo nei momenti di gioia e di successo: altra parte dell'IO. O delusi e crollanti: con ovvio crollo di autostima di quel povero IO. O energizzati dai successi: quindi stracolmi dell'Ego Imperante. VENIRE VALUTATI, ANALIZZATI, REDARGUITI, ELOGIATI, COCCOLATI, INCENSATI, O RIDICOLIZZATI OD ACCUSATI O DESCRITTI PER COME SIAMO O NON SIAMO STATI E NON SIAMO: è dura da sopportare! Ma aiuta! Se non è attuato per il piacere di infierire...sparando sulla croce rossa! E' farsi "il culo" in un addestramento continuo: da Marines. In cui anche l'umiliazione fa parte del gioco del RAFFORZARE! E la pacca sulle spalle, seguita da un "bravo! ce la fai!": è ciò che aiuta a morire a se stessi. Pur non morendo definitivamente! Fa sopravvivere: sino al rivivere! Piu' forti. Non solo di muscoli. Ma anche di "testa" (determinazione) e soprattutto di CUORE. Cuore che, per me, si apre con chiavi speciali e semplicissime! le chiavi d'amore: il piu' completo, bello,in  libera appartenenza, sereno, alto, generoso e profondo. Personale! Per questo ingiudicabile, insindacabile, da rianimare e da fortificare. Cuore che, a sua volta, sia scrigno d' Amore per se stessi e per ogni altro! Che mi "appartiene": perchè fratello! Qualsiasi sia il suo pensiero. Comunque siano le sue ali. L'importante sarebbe imparare a volare assieme: solo allora sarebbe SEMPRE, ANCHE NELLE TEMPESTE ED URAGANI: un bellissimo cielo LUMINOSISSIMO di colori. Senza importanza del nostro avere ali bianche" o "nere" o "grigie"! Senza discriminazione verso chi sale piu' veloce, scende repentino, vola basso raso terra. Considerando invece che il CAMMINO è un andare orizzontale e verticale. Che a volte, capita, si fa discendente: per correnti improvvise. Volare assieme! Con vestitini di colori diversi! Così, quando voliamo rispettosamente uniti, siamo noi a formare un ponte di unione. Arcobaleno: tra mare, terra e cielo. 
A seguito di mie esperienze, passate, di vita, quindi: Tutto ciò che ho scritto spero non rimanga utopia! Che le bandiere arcobaleno non siano mai una maschera! E' e sempre sia OBBLIGO: il rispetto per la dignità, della vita, della salute, dei beni, della storia: dell'essere umano e soprattutto della donna e delle famiglie. In particolare di quelle che non la pensino "apparentemente" come la massa. Basta violenza di qualsivoglia specie! Basta assassini con qualsivoglia mezzo! 
M. Elisa e M. 
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RITRATTO DI ME ! Nell'ultimo periodo della mia vita: " questo è stato il "mio" modo prevalente di camminare verso il Futuro".  Infante, bambina, donna ed uomo : a leggere, a scoprire, ad ascoltare, a vedere, a dialogare! Con me stessa, con vari chi mi sono stati a fianco, con chi era oltre lo schermo. Eppure era in me. Con il Mondo. E con l' Universo: che nel silenzio ascolta e parla. Che insegna a fare ciò. Quella che ho sempre definita: la dialettica del "tra le righe". Del dire e non dire. Del sentire: senza dover ascoltare. Del lasciare che sia il battito del Cuore di ognuno di noi e di Chi non oso nominare: a scandire in me il mio Tempo. Che forse, a quanto mi viene suggerito e consigliato,  pare dover essere finito in questa community. 

mercoledì 20 febbraio 2013

beh....che dire?

Perche` ci vuole orecchio
bisogna avere il pacco
immerso, immerso dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
anzi parecchio...
Per fare certe cose
ci vuole orecchio!
(E. JANNACCI)
Questo è quanto ha postato, Enzo Iacchetti nel suo profilo Fecebook, a proposito del brano, La canzone mononota di Elio e le Storie Tese, classificatasi al II posto al Festival di Sanremo 2013.

SARA' UNA COINCIDENZA ?? IO NON CI CREDO FINO IN FONDO. LA CANZONE DI ELIO E LE STORIE TESE "MONONOTA" NON E' UN'IDEA CHE PUBBLICO E CRITICA E LO STESSO ELIO HANNO VALUTATO COSI' GENIALE !
L'IDEA DI FARE UNA CANZONE CON UNA NOTA SOLA E' DELLA WITZ ORCHESTRA ,DEPOSITATA NEL 1988 E TRASMESSA SU CANALE 5 NEL 1998 COME DA LINK CHE POTETE TROVARE QUI SOTTO.
NESSUNO OGGI INVENTA PIU' NIENTE ! RIDIMENSIONIAMO I NOSTRI ECCESSI DI INTELLIGENZA, sarebbe meglio !! Bravi cmq Elio e le storie t. ...ma sono ragaaaaaaazzi !!!
con amore per la verita'
enzinoiac
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DEDICATA AL FESTIVAL DI SANREMO e della VITA

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Vale per me come per tutti! 
ERA MEGLIO UNA VOLTA. (frase fatta, che trova il tempo che....trova!)
ORMAI NON CI SONO NOVITA'. (constatazione amichevole)
TROPPO BUONISMO. (tipico aspetto destro della nuova era imperante)
ANONIMATO DI PENSIERI, PAROLE, MUSICA,EMOZIONI. (troppo tutto uguale. Per cui dal sapore di falso...la vita è dei Pinocchi! siamo in tanti, vero?)
MANCANZA DI FANTASIA  =  MANCANZA DI EMOZIONI.
AMORE, SOGNO, MORTE, RELATA', FANTASIA, ILLUSIONE, MERDA LIQUIDA DI REALTA' LIQUIDE, REALTA' SOLIDE DI MERDA LIQUIDA...eppure mi chiedo: l'Amore per come è, da vivere senza rotture di scatole e senza false inibizioni, nella sua completezza anche nella parzialità della sua manifestazione: quanti lo vogliono vivere veramente? quanti invece si accontentano di parlarne? quanti impediscono ad altri di viverselo?
(tutto sembra sulla vita degli altri e senza personale opinione, presa di posizione coraggiosa...a sfottò? O peggio? Solo per guadagnarci? Per poi fare beneficenze che mettano a posto...la coscienza ed in pari i bilanci delle opere no profit e delle "chiese"? E che è? parolieri, comici, ospiti ecc non sono piu' in grado di scrivere e dire veramente di sè stessi e del loro personale pensare? anche su argomenti di carattere pubblico? Oltre che umano? Di inventare, di fantasiare grazie a proprie capacità intellettive? Si ha bisogno assoluto di appartenere al gregge per non rischiare di essere "voci fuori del coro"? Non si puo' appartenere al gregge dell'Umanita' anche come voce solista: che arricchisca il coro? in una gratitudine reciproca: perchè le belle voci del coro innalzano il solista ed il solista dona, sicuramente, un quid in più al coro stesso. Non mai piu': solisti degni di essere detti artisti unici? Bisogna tutti adattarsi a...un mono tono di mono note in falsetto per stare a galla? Dove sono i Gaber, Tenco, Modugno, Dario Fo, Sordi, Vitti, Gasman, Albertazzi, De Andrè, Balasso (;D) , Rino Gaetano, Dalla, Guccini....la vera RIVOLUZIONE CIVILE che tutti auspicano? in tutti i partiti politici, in tutti gli ambienti sociali, in tutti i salotti intellettuali, in ogni intellighentia manifesta e meno?
FRA QUANTO si parlerà di nuovi plagi musicali, sociali, economici, religiosi ecc? Perchè temi, parole, musiche, atteggiamenti uguali identici in tutto il mondo? E la personalità? L'unicità? non è quella che, seppur controllata, dona ricchezza intellettuale, economica, storica: a tutto un paese , ad un continente, al mondo intero?All'Universo?
Comunque complimenti per l'impegno! per lo sforzo: dei giovani di cercare d'essere alla stregua di artisti di grande esperienza. Ma solo la vita insegnerà, come per ogni comune mortale! non è la semplice e facilitata salita iniziale a rendere "tutto facile" e a dare "titoli ed onori". Se non la si vive già: nel sacrificio vero. Giungerà per tutti: il momento degli oneri. Anche a 100 anni....arriva. Ed allora pochi resteranno in auge. A 100 anni: si puo' cadere ai piedi dell'immagine di se stessi. Ed è il peggior fallimento. Solo chi abbia veramente conosciuto il senso del sacrificio e dell'onestà (almeno nella norma): morirà sereno. Perchè con la coscienza a posto. La vita non è solo: rimboccarsi le maniche. Ma respirare, a lungo andare, la serenità d'essere come si è. A dispetto delle trame della ragnatela. E' un'onestà interiore che, anche se, dal nostro cammino, scalfita l'esteriore, rimane intonsa e....senza prezzo. E complimenti ai "vecchi": è bello vedere la voglia di vivere, che permette una competizione. Quando non sia prestabilita nel fieri delle valutazioni. E' bello vedere dei giovani reputati vecchi. Perchè effettivamente lo sono: nel ripetersi. Fa tenerezza vedere "vecchi" in competizione con bimbetti. Presenti per il gusto di cazzeggiare: prima che di dire cose importanti per molti. Cazzeggi importanti per pochi. Speriamo che si torni a quell'Umanesimo, intriso di vera paideia, che sia crescita libera dei cuori. Insegnamento reciproco, di singole esperienze da condividere come ricchezza pura ed accrescente. Non sminuente. Prima delle menti. In modo tale che la scientificità dell'uomo acquisti una valenza che porti a superare veramente le barriere del tempo e dello spazio. Non solo per senso di onnipotenza personale. Ad usurpare l'altrui libertà, di chi vuol essere libero ASSIEME! Piuttosto per senso di Umana voglia d'Essere. Uomini Veri. Singolarmente assieme! Elisa 

lunedì 18 febbraio 2013

Volgarità.

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VOLGARITA'.
Volgarità, per me, è guardare, con mezzi "leciti" ed illeciti la vita dell'altro.
Soprattutto senza consenso. Essere guardoni, che non hanno piu' nulla
da vedere di se stessi, immiseriti dalla propria miseria. Al punto tale da
voler godere della miseria altrui. Per potersi avvalere di una superiorità
inesistente. Vivere di riflesso, usurpando l'altrui essere in toto.
Soprattutto se usando una lente di ingrandimento. Che rilevi, ingigantisca:
il limite altrui, la mancanza, l'inneficienza, le povertà, le dissonanze, le
incoerenze. L'umanità dell'altro. Così, per gusto cinico, sadico, basso.
Volgendo la stessa lente, verso se stesso, in modo da rimpicciolire il ritratto
veritiero del proprio essere! E si dovrebbe fare l'opposto! Per essere
coraggiosi, forti e non STUPIDI!
Volgarità: non è una gonna corta, un'espressione che nasca da un momento
di scoraggiamento, di vuoto. Non è una bestemmia che sia massima
preghiera: disperato urlo che chiede aiuto anche, e non solo, all'uomo
e ad un Dio, anche nell'uomo, che stia assente. Magari a bighellonare
con tutti gli dei del cielo , della terra e sottoterra. O con uomini che godono
del fare lotteria della vita del prossimo. Non è l'abito che fa il monaco.
La maggiore volgarità, per me, è l'anima volgare che riesce a volgarizzare
anche quella altrui. Per via diretta od indiretta, esplicita od implicita.
Che riesce ad alterare la semplicità innata della femminilità piu' pura.
Che è totalità dell'essere femminile. La snaturalizza mascolinizzandola
troppo o rendendola perenne femminuccia-bambolina da usare e riporre
a piacimento. Volgarità è non riconoscere il prezioso dell'altra persona,
per come è. E buttarla al vento. Come fosse un aquilone.
Non per parteciparne del volo, gustandone le acrobazie ed i colori che si
riflettono nel cielo. E accompagnando, compartecipi e complici, legati da un
invisibile filo di nailon, indistruttibile. Ma per il gusto di vederne la fatica, di
saggiarne e studiarne l'impegno, solitario, nell'affrontare le correnti
ascensionali e le subitanee ricadute (possibili: le correnti non sono statiche!
così la vita!). Magari nella speranza di vederne anche il precipitare...
o lo schiantarsi al suolo. La volgarità è rendere inaccessibile la verità
del proprio cuore all'altro. Chiunque sia l'altro. Comunque la pensi.
Di qualsiasi derivazione sociale, spirituale, razziale sia.Volgarità è bassezza
che si esprime in mania di grandezza,  in esaltazione del proprio sè sino allo
sconfinamento della propria identità e verità. Allo scopo di apparire cio'
che non si è. Ed, ancor peggio, è sprofondamento nella grettezza di fare
il tutto possibile per rilevare ed accentuare: le miserie altrui. Gli altrui limiti.
Nascondendone sempre i pregi veri! Mistificandone il ritratto veritiero.
Cambiandone le vere tensioni, voglie, desideri d'essere per come si è
e nella vita che si vive, per come la si vive!
Allo scopo di un non scopo! Cioè il piacere di odiare se stessi, all'infinito,
riversando odio nei confronti di un altro "se stessi".
Che, come ognuno, è degno di vivere. E di vivere felice.  Come gli pare!
Imparando la non volgarità del rispetto della libertà propria ed altrui.
Libertà che non deve ledere nessuno. E che deve, se necessario, essere
trasmessa, corretta ed insegnata: con dolce carezza della mente,
del corpo e dell'anima.
Volgarità è non lasciare all'altro la possibilità di Amare...cioè di
" fare l'Amore ognuno come gli và"!
Perchè in ogni modo si ami: si fa l'Amore!
Elisa. 

lunedì 11 febbraio 2013


un uomo

LUNEDÌ 11 FEBBRAIO 2013


Andreoli: ipotesi ambiente ormai ostile. 

Quello del Papa è atto drammatico (Ansa)

PAPA: V. ANDREOLI, NO DEPRESSO MA CONFLITTI INGESTIBILI 
PSICHIATRA, IPOTESI AMBIENTE ORMAI OSTILE. SUO ATTO DRAMMATICO 
(ANSA) 

ROMA, 11 FEB - Depressione, vecchiaia e stanchezza ''non convincono''. 
Le ragioni che hanno spinto Benedetto XVI alla decisione di lasciare il 
pontificato sarebbero ''ben altre''. Non ha dubbi lo psichiatra Vittorino Andreoli, 
che avanza un'ipotesi precisa: quello del pontefice e' stato un 
''atto drammatico dettato da una situazione di conflittualita' e opposizioni interne 
nello stesso ambiente vaticano divenuta ormai insostenibile''. 
Non la vecchiaia ne' la depressione, dunque, bensi' un clima che ''rendeva ormai 
impossibile per il Papa continuare la sua azione di governo della Chiesa'', 
afferma lo psichiatra. A conferma di cio', sottolinea Andreoli, il fatto che 
Benedetto XVI ''non presenta assolutamente i segni di una sintomatologia depressiva: 
le sue stesse considerazioni nell'annunciare la decisione di dimettersi - rileva - 
ci mostrano un uomo mentalmente capace, nel quale non si intravede 
alcuna patologia mentale e alcun segno di una vecchiaia particolarmente 
debilitanteTanto che ha portato avanti impegni e viaggi fino a poche settimane fa, 
ed ha appena scritto un libro che e' in testa alle classifiche''. 
Insomma, commenta l'esperto, ''non credo che l'ipotesi di una sindrome depressiva 
possa considerarsi attendibile e ritengo, invece, si possa fare piuttosto l'ipotesi 
di conflitti crescenti all'interno del Vaticano, 
come dimostrano anche i piu' recenti fatti di cronaca. 
Un clima di pesanti opposizioni che deve aver presumibilmente reso estremamente 
gravoso il compito del pontefice di gestire il governo della Chiesa''. 
Anche le vicende legate al cosiddetto 'Vatican leaks', con la fuga di notizie e 
documenti riservati all'esterno ed il 'tradimento' da parte del maggiordomo a lui vicino 
da anni, ''devono aver avuto un peso. Ci sarebbero cioe' gli elementi - 
afferma Andreoli - per poter ipotizzare che la scelta del Papa sia piu' legata ai 
'segreti della Chiesa' che ai 'segreti della mente' di un uomo anziano''. 
E dunque, ''davanti ad una conflittualita' crescente - chiarisce - e' come se 
il pontefice avesse 'ceduto le armi', prendendo le distanze da un ambiente 
a lui non piu' consono: quella di 'lasciare' e' una decisione drammatica, 
e' una presa di consapevolezza lucida di una situazione che ormai gli impedisce 
di portare avanti il proprio mandato''. Le ragioni di questo atto finale sono quindi 
''altre, ed appare alquanto ingenuo - e' la conclusione di Andreoli - dare credito 
alla sola ipotesi della stanchezza e dell'eta' avanzata''. 

© Copyright (ANSA).



Credo J. RATZINGER ne sia consapevole! Forse: non ne poteva piu'!

SI E' GIUDICATI...

Quando si resiste agli oppositori, coraggiosamente, oppure si molla, dignitosamente,causa le avversità troppo grandi, spesso propinate, si è giudicati: immaturi, fragili, pazzi, depressi, instabili, dementi! 

Laica. In cammino umano. Ostacolato. Eppure credente. In un Dio che ama l'Uomo fino a farsi Uomo ogni giorno. Che ha usato stesse parole, interazioni, coinvolgimenti: da quando esiste l'Umanità.  Nella storia dell'umanità. Unione di Esseri umani, nell'Universalità del progetto della creazione. Verso la quale l'Uomo ha la responsabilità di esserne il Custode. Il Co-creatore quotidiano. E se è responsabile del Creato, ancor piu' lo è dell'altro uomo. Del Fratello.Chiunque sia e senza distinzioni. Per me, ognuno è corresponsabile delle azioni, delle manifestazioni, della realizzazione, dei fallimenti, dei successi, del crescere sociale, affettivo, relazionale, della maturità ed immaturità: dell'altro. 
Della salute, del diritto al lavoro ed alla Vita: di ogni altro. Del salire al vertice e del precipitare alla base: di ogni altro! Quindi oggi, pur non sempre concorde con il dire ed operare di quest'Uomo, mi permetto di espormi affermando che: mi sento corresponsabile. Delle sue defaillances, del suo smarrimento, delle sue contraddizioni,dei suoi errori, 
delle sue difficoltà di sentirsi libero nell'esporsi ad un pubblico di....uomini. Del suo pianto, rammarico, senso di impotenza, di povertà! Del suo essere magnifico "Dottore" a volte, apparentemente, poco Cristo bambino: tra dottori. Perchè non sempre "verbalmente" semplice. E con linguaggio non verbale: imbarazzato ed imbarazzante.
In fin dei conti: non tutti sappiamo esternare "il fanciullino" che vive in noi! Anche se è la parte piu' vera di noi. Non tutti sappiamo esternare: il nostro essere semplici, veri, sinceri. Così come siamo. 
Soprattutto, come dice V. Andreoli, in altri articoli, quando ci si trovi circondati da persone che non sanno cogliere la ricchezza della diversità e della fragilità. Come dono prezioso. Da assaporare. Da piangere assieme.
Sulla quale sorridere uniti. Da convertire! Per convertirci. A noi stessi: all'Uomo! 
Certe fragilità possono essere "nascondimento" di ricchezze immense. Non espresse, oppure sacrificate: cause ambientali, sociali, relazionali. Forse è stato così, anche per questo Papa.
Poco accolto. Ed anche: poco capace di farsi accogliere. Causa l'apparenza. Forse solo: per l'apparenza.
Mai farci: accusatori, giudici, oppositori! Oppure "Ambiente non piu' consono"! 
Convinta che, se fossi nata in un'altra parte del Mondo, certamente potrei credere diversamente, forse potrei essere piu' cristiana cattolica, mi ammanto di una corresponsabilità globale.
Anche verso colui che si dimette da un incarico. Conscio della sua umanità. Consapevole di essere uomo come tutti: amato e non amato. Compreso ed incompreso. Aiutato ed ostacolato. Un uomo con cui, in cuor mio, ho spesso "litigato". Perchè non in accordo. Come Donna e come Uomo.
Pur amando la sua espressione, la sua presa intellettiva, la sua cultura, certe sue esplicazioni teologiche e spirituali  e, anche, la fatica di esprimere la sua, pubblica, affettività. Detta in una gestualità pacata e per molti fredda!
Credo sarebbe dovere di tutti, in particolare di coloro che fanno parte dell'"associazione" Chiesa Apostolica Romana, ammettere che...chi gli è stato piu' vicino poteva fare qualcosa in piu' per sostenerlo. Non solo nel condividerne i successi, teologici, culturali, politici. Ma condividendo certe gravissime situazioni che si sono evidenziate, impellentemente, sotto il, di lui, pontificato. Dimostrando concretamente al Popolo che: non si è uomini di Dio solo perchè si sa parlare bene. Ma perchè si mette in pratica. Si mette in pratica la solidarietà, il senso della condivisione, della tanto decantata necessità di vivere assieme la responsabiltà di troppe povertà! 
Corrispondendo realmente al sostegno reciproco. 
Umano, prima che economico! 
Forse bastava allungare una mano. Oppure un piede...per evitare le cadute di un Uomo.
Le tante incomprensioni: per un Uomo. 
Responsabilità di troppi che si esaltano nel dirsi cristiani cattolici. 
Che "proteggono" anche un Papa: aggredendo coloro che la pensano diversamente. Divenendo così: anticristici! Perchè non "accoglienza" per tutta l'umanità. Rinnegando il significato di cattolicesimo (universalità) e formando gruppi chiusi,  selettivi, settari: non hanno aiutato all'apertura universale. All'abbraccio comune. 
Ove anche il male ha il senso di condurre al bene. Ad un Bene migliore. 
Ove essere laici non significhi piu': essere peccatori! 
Ove essere liberi non sia più: non essere uomini e donne BELLI.
Ove la dignità sia convalidata dal rispetto per ognuno. Non a parole!
Anche per questo Fratello uomo.
Il Vecchio Ratzinger, Nonno Giuseppe, eppure Papa di Santa Romana Chiesa.
Umile: perchè ha avuto il coraggio di non accettare la responsabilità della croce papale!
Riconoscendo nei fatti: che l'uomo deve essere LIBERO DI SCEGLIERE. Il suo percorso. Come affrontarlo. Accettando cio' che gli sia proprio. Ma capace di reagire: rifiutando le croci imposte da altri! Libero di poter essere: responsabile delle proprie scelte. Anche ad 85 anni: libero di dire il suo SI' ed anche il suo NO!
Individuo imperfetto perchè uomo: ancora in cammino verso la Perfezione.
Attraverso la Creazione Tutta, che tanto ama.
Per questo, finalmente ancor piu', per me: mio fratello uomo!


(consapevole, per quanto sto sperimentando: a mio rischio e pericolo!) Elisa.

venerdì 8 febbraio 2013

VA DOVE TI PORTA IL CUORE

"Va' dove ti porta il cuore"



cuore
Una parola schietta è terribile, quando d'improvviso rivela ciò che il cuore da tanto si permette. Johann Wolfgang Goethe, Le affinità elettive, 1809. (AL!)

"Va' dove ti porta il cuore"
Il cuore, nella vita, credo, dovrebbe portare ad Amare. Tanto. Sempre. Secondo la meraviglia dell'Infinito Senso dell'Amore. A Sperare. Sempre.  A voler bene a chiunque: concedendo sempre il beneficio del dubbio. Ad assaporare l' Amore.....a volte e di piu'. Sempre con Fede: nell' Umanità. 
"Un sacrificio protratto nel tempo può rendere il cuore una pietra." (William Butler YeatsEaster, 1916"). Accade: quando si gioca, consapevolmente, col cuore altrui. Un cuore di carne che si incontri con un cuore di pietra puo' anche: non uscirne vincitore! Ma fallito! E persino farsi a sua volta: di pietra.
Eppure, l'opera dovrebbe portare al contrario.
Facendoci chirurgo! Ognuno di se stesso. E dell'altro. Che con intelligenza "angelica", mano sapiente ed arte sublime: trasmuti miracolosamente, magicamente: il patologico (anche del pathos emozionale) in funzionale (sempre: pro vita della Dignità in toto del toto umano). 
Anche il miglior cardiochirurgo non puo' essere tale se non considera che, nelle sue mani, è riposto il Centro della Vita! Fin dall'antichità: onorato. Ed ancor oggi: vero centro dell'intelligenza. E non sarà uomo: se non onorerà il cuore accarezzato con le dita: vivo, pulsante. Anche per pochi minuti.
Il centro dell'intelligenza non sta nel cervello, ma in fondo al cuore. (Vannuccio Barbaro, Scartafacci , 2012.)  
Chi non vuol avere cuore, puo' aver il sapere ma non: Sapienza e Saggezza nè Bellezza!. Poco "Cavalieri Ospitalieri", poco ci si impegna ad ospitare: il Cuore altrui. Accogliendolo. Celebrandolo. Onorandolo. E così si rende il nostro: come quello dell'ucciso! Stretto in una morsa fibrosa anelastica. Afunzionale.
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Che bello mantenersi col cuore di un bambino!  (chi ha figli: lo ricordi!)
Che brutto immergersi in ciò che renda cuore di tossicodipendenti del Nulla. 
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Che bello essere nate Donne. Così fragili! Spesso massacrate eppure:  forti piu' che Uomini.  Tanto che: "Una donna può benissimo amare due uomini contemporaneamente. Si direbbe che, da piccole, tutte abbiano appreso lo strabismo del cuore." (Paul-Jean TouletI tre impostori, 1922). Perchè una Donna sa Amare secondo i vari volti dell'Amore.
Auguro a tutti che la vita sia sempre esplorare rispettosamente. Mai invadendo i cuori altrui (e le menti. E la vita). Ma godendo del proprio cuore assieme a quello altrui. In un'incommensurabile dolcezza reciproca.
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"Quale idea non è immensa quando la si esplora, correndo, fino alle estreme conseguenze e quale cuore non sembra incommensurabile quando ci si lascia cadere lo scandaglio? (Gustave FlaubertAttraverso i campi e lungo i greti, 1886)"