domenica 31 marzo 2013

FRANCO CALIFANO


CRITICATO, DENUNCIATO, CONDANNATO, OFFESO, UMILIATO, RIDICOLIZZATO!!! RICCO E POVERO. ALTERNATIVAMENTE: IN MODO DIVERSO. 
LASCIATO SOLO. TANTO SOLO. QUANDO AVEVA BISOGNO DI NON ESSERE MESSO ALL'ANGOLO!
EPPURE!
SE STESSO! COERENTEMENTE INCOERENTE.! INCOERENTEMENTE COERENTE!
UOMO!
MASCHIO!
CALIFFO!
POI: ELOGIATO, PORTATO IN ALTO DA CHI...CERCAVA DI SALIRE UN PO' DI PIU'. DAL SE STESSO. DALLA PROPRIA MEDIOCRITA'. O DALLA PROPRIA STESSA GENIALITA'. CHE DI CALIFANO AVEVA BISOGNO. INCONTRO! COME TUTTI GLI INCONTRI CHE SE AMANO DARSI: DONANO! RICCHEZZA! QUELLA VERA. FATTA ANCHE DI TANTA GENIALITA'. CHE E' CONSAPEVOLEZZA DELLA PROPRIA UMANITA'. CHE E' LASCIARSI SPONTANEI: COSTRUENDOSI PER COME SI E'. 


CALIFANO: MARCIA IN PIU'. 
GENIALITA', SEMPLICITA', SIGNORILITA' FATTA DI QUELL'APPARENTE "GREZZO" CHE NON LO è MAI. PERCHè SCORZA CHE SI FA MASCHERA. AD AFFASCINARE NEL PROVOCARE, NEL CONTRAPPORSI. AL BUONISMO E FALSE MORALITA'. CHE NON SARANNO MAI: MORALE!
FACCIA BIRBANTE. SORRISO UN PO'"FARABUTTO". RUGHE "RACCONTO". SGUARDO MALANDRINO. PAROLE DI VERITA': CHE RACCONTANO,VERAMENTE, L'UOMO E LA DONNA.
OCCHI BUONI!



UOMO! 
MASCHIO!
CALIFFO!
CHE (ASCOLTANDOLO "SENTENDO") HA AMATO! OGNI PERSONA. OGNI DONNA! ANCHE SCONVOLTO DAL FASCINO DELL'AMORE. DI OCCHI E PELLE. COSI' UGUALE, SEMPRE. COSI' SPECIALE ED UNICO: ETERNAMENTE! 
EMOZIONI: PORTANDONE IN SE' IL RICORDO. VIVENDOLO. RENDENDOLO VITA. ANCHE DI POCHE ORE DI INCONTRO! E QUESTA è GIOIA. E NON PUO' ESSERE NOIA! 
PER QUESTO AFFASCINANTE! 
NON UNO STRAPPACUORI. MA UN CUORE STRAPPATO: DA OGNI BACIO! 
UOMO BELLO. UOMO SOLO. UOMO PIENO. UOMO POVERO. 
UOMO UNICO.
CHE PER QUESTO ORA MANCA.
QUANDO SE NE VADA UN UOMO: SE NE VA UNA PIETRA PREZIOSA DEL NOSTRO VIVERE UMANO!
RESTA L'IMPRONTA.
QUEL CALCO CHE SERVIRA' A RICONOSCERNE L'ORIGINALITA'.
QUANDO CI SI INCONTRI DI NUOVO!


MASCHIO

E non ti dico uomo.
Che troppi credono
d'esser tali.
Solo perchè ingannano
dicendosi santi.
Incapaci amanti.
Maschio!
Scoordinato tale.
Mi hai dato risa e sale.
Lacrime e commozione.
Mi sei piaciuto tanto.
Già questo ti fa santo.

Elisa.


PAROLE DI FRANCO CALIFANO.
PAROLE IN CUI MI RITROVO.

Cari amici, io mi sentirò vecchio solo 5 minuti prima di morire ma penso di essere in grado di raccontarvi alcuni trucchi del mestiere


Sono andato a letto cinque minuti più tardi degli altri, per avere cinque minuti in più da raccontare


Se non viene bene il bacio non viene bene nient’altro


Ma Tac io mi accorgo che ci sei  proprio quando non ci sei ed allora ti vorrei



QUALSIASI COSA ACCADA NELLA VITA, COMUNQUE E CHIUNQUE SI AMI, ANCHE PER UN PICCOLO SECONDO: CHE BELLO SAPER RIASCOLTARE I RICORDI. TROVANDONE IL BELLO. E SAPER FARE UNA TELEFONATA. MAGARI ATTESA! 
COSI' NON SI ESCLUDE IL RITORNO.
IL RITORNO A DUE, A TUTTI, AL TUTTO.
QUAND'ERAVAMO COMPLICI...CI SENTIVAMO LIBERI!
RITORNIAMO, OGNI GIORNO, COMPLICI.
ANCHE DI CHI NON E' PIU' NELLA NOSTRA VITA.
QUESTO E' IL MOTIVO PER CUI TI RICHIAMO.
QUESTO E' IL MOTIVO PER CUI, PUR NON AVENDOTI MAI INCONTRATO, FRANCO, NON ESCLUDO IL RITORNO. NON ESCLUDO L'INCONTRO. CHE GIA' E' STATO. COMMUOVENDOMI ALLA TUA VOCE. ALLE TUE RISA. ALLE TUE INCAZZATURE. ALLA TUA FIERA UMANITA'.

venerdì 29 marzo 2013

ENZO JANNACCI




SENZA DE TI
.*.


ENZO JANNACCI : non solo con le sue canzoni ha dato ed insegnato.Ma anche con le sue frasi. Con la sua serietà di Medico: innamorato della sua professione. Memore del Giuramento d'Ippocrate. Conquistata per conquistare il bene. Da fare agli altri. Con un ritorno che, si spera, ancora tanti medici trovino nel dono che il loro lavoro è! Dono per gli altri e quindi per se stessi. Che tanti cantanti e musicisti sappiano trovare: nel dono che hanno che deve essere dono per chi li ascolta e li segue. Dono di ogni uomo ad ogni uomo! A prescindere da tutto il resto. Che, oltre l'orizzonte, poco conta. Se non il tutto VERO di noi: che siamo stati.  Elisa.

"Se il Nazareno tornasse ci prenderebbe a sberle tutti quanti. Ce lo meritiamo, eccome, però avremmo così tanto bisogno di una sua carezza.

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque.



"
Non staccherei mai una spina e mai sospenderei l'alimentazione a un paziente: interrompere una vita è allucinante e bestiale.

"Io da medico ragiono esattamente così: la vita è sempre importante, non soltanto quando è attraente ed emozionante, ma anche se si presenta inerme e indifesa.

UN GRUPPO DI AMICI. UN MONDO DI GENIALITA'. DI SEMPLICITA'.
UOMINI.
BELLO!


una vita difficile
di ENZO JANNACCI
Una vita difficile, 
come fosse dipinta tutta negli occhi di un bambino bellissimo che chiede l'elemosina, sul ciglio di una strada e questa è la mia vita, è la nostra vita, buona per nessuno. 
Una vita difficile, come fosse sospesa lassù nel cielo, lassù nel cielo con due ali di cartone e questa è la mia vita, è la nostra vita, buona per nessuno, nessuno. Ma se una vita è insipida contrariamente a quello che ognuno poi desidera, provi con l'insolenza provi con la pietà provi con le bugie. Ma i passeri che ti osservavano sono scappati via, via... 
Una vita difficile, come fosse dipinta tutta negli occhi di un bambino bellissimo che chiede l'elemosina sul ciglio di una strada e questa è la mia vita, è buona per nessuno, nessuno.







martedì 26 marzo 2013

QUESTO   ARTICOLO   E'   SERIO!
MA  CI  VUOLE  TANTISSIMA  FANTASIA   PER   AMARE   CON   SERIETA'   ED   APERTURA!
CON   VERO   AMORE!
QUINDI   VA   BENE    ANCHE    PER     "FANTAGHIRO'"!


Post n°113 pubblicato il 27 Marzo 2013 da sweet.catwoman
images
BELL'ARTICOLO! che , spero, permetta di vedere chiaro: a molti!
CHE HO SCELTO A SEGUITO DI ALCUNE  "RELAZIONI" DI CONFRONTO ACCRESCENTI! ALTRE TROPPE LIMITANTI E DI LIMITE. E LETTURE DI GENTE CHE AFFERMA DI "NON SAPER AMARE". RASSERENANTE PER CHI, IN AUTOCOSCIENZA, ED IN COSCIENZA ESPANSA, SENTA DI AVER AMATO E DI AMARE! DI VOLER SEMPRE PIU' APPRENDERE OGNI "VOLTO" DELL'AMARE NEI LIMITI DI NORMA E NON IN PATOLOGICA ESASPERAZIONE...DI PATOLOGICA "UNICA ESPRESSIONE"! ARTICOLO CHIARIFICATORE: PER QUELLE PERSONE CHE DICONO CHE NON SANNO AMARE. IN REALTA': PERCHE' NON VOGLIONO AMARE! CHE DICHIARANO VERO AMORE: SOLO LA SESSUALITA'. NATURALE ESPRESSIONE. CHE PREFERISCONO RUBARE CORPI ( VARIE LE METODOLOGIE), NON CHIARENDO PRIMA GLI INTENTI, O NON ACCETTANDO IL RIFIUTO. SINO A DIVENIRE STRUMENTI DI DESTABILIZZAZIONE ALTRUI! ROVINANDO SPERANZE, VITE, DIGNITA', FAMIGLIE. PIUTTOSTO CHE: CURARSI SPIRITUALMENTE ED AFFETTIVAMENTE. DEDICATO SOPRATTUTTO ALLE DONNE (E PURTROPPO ANCHE MINORI: LA CRONACA INSEGNA) CHE SUBISCONO DA TROPPI UOMINI ED ANCHE DONNE: IL NON RISPETTO PER LA LORO DIGNITA' E LIBERTA'. ANCHE DI AMARE! CHI VOGLIONO! LIBERAMENTE! PERSINO CHI SIA NATURALE, SE PER SCELTA: UN UOMO CHE AMANO. UN MARITO! ED A QUELLE CHE, PROPRIO PERCHE' SANNO AMARE, GIUNGONO A DOVER LOTTARE CONTRO UNA DISCRIMINAZIONE IMPERANTE. CHE DENIGRA L'AMORE NEL SUO ESSERE "APERTURA DEL CONCETTO". E LO RENDONO" MONONOTA"...PAUCISIGNIFICATIVA. DEDICATO ALLE COPPIE: CHE CRESCANO OGNI GIORNO. LIBERAMENTE AMANDOSI: COME VOGLIONO.

DAL WEB: A.VOLTERRA
L'ARTE DI AMARE

L'incapacità di amare

In psicologia e in psicopatologia, una caratteristica tra le più significative è la marginalità, da intendersi come qualità intrinseca, a limiti indefinibili, del funzionamento mentale. Essa conferisce una "dimensione illusoria" di raccordo (o di separatezza) tra le categorie semiotiche identificate secondo i comuni criteri, e comporta interferenze e delimitazioni incerte tra i vari aspetti significativi della personalità. Nell'ambito di questa marginalità, si viene a collocare l'incapacità di amare, sulla quale si sono particolarmente soffermati alcuni psicoanalisti, come Kohut e soprattutto Kernberg. Essa si associa di solito a tratti narcisistici; a una marcata debolezza dell'io; a una compromissione delle potenzialità d'adattamento; alla scissione dell'immagine di sé e degli altri in parti tutte buone o tutte cattive; a relazioni parziali o distinte con gli oggetti, ora idealizzati, ora svalorizzati, con bruschi passaggi dall'uno all'altro atteggiamento; alla negazione di affetti e pensieri contrastanti e quindi all'impossibilità di accedere all'ambivalenza; alla svalutazione degli altri e di sé, con proiezione preferenziale delle proprie parti cattive sugli altri; ecc. La diagnosi è quindi formulabile, più che in riferimento ad un quadro nosografico, in base all'accertamento di una data modalità di funzionamento psichico e ad una valutazione del comportamento nella dinamica delle relazioni intra e interpersonali. La sua specificità, infatti, non risiede in una costellazione clinica, ma nella particolare organizzazione strutturale, dinamica, economica, topica e genetica della personalità. Nei soggetti con incapacità di amare si riscontrano abitualmente una povertà comunicativa; una coartazione dei legami interindividuali; un'incapacità di penetrazione profonda dell'essere-con; la recita di ruoli di facciata, privi di vera compartecipazione; la sostanziale mancanza d'integrazione con altri significativi e di rapporti non manipolativi; la diffusione dell'identità; un'esistenza basata sull'attuale; il rigetto o l'indifferenza nei confronti di ogni cosa o persona fuori dal proprio universo significativo; uno stile di vita pulsionale, con instabilità, imprevedibilità e superficialità della condotta; una disforia collerica, una carenza di solidarietà, un'intolleranza nei confronti degli altri, ecc. L'incapacità di amare s'inserisce, quindi, con aspetti molteplici e complessi, in un'area di transizione, in cui possono comparire, con dinamiche sia normali che patologiche, crisi d'identità; reazioni oggettuali alterate; conflitti nevrotici; condotte dissociali o devianti; manifestazioni negative d'originalità; reazioni narcisistiche; condotte sessuali perverse, caotiche e polimorfe; sviluppi psicotici subdoli; relazioni familiari disturbate; facile passaggio ad atti auto ed etero distruttivi; inquietudine, noia, senso di vuoto, di solitudine e d'inutilità; indifferenza per le attività sociali o scolastiche; intensi bisogni pulsionali che si confrontano con un'estrema debolezza dell'Io; instabilità affettiva; ansia fluttuante; frequenti ed improvvisi mutamenti d'umore; ipersensibilità alle frustrazioni, ecc. Condizione essenziale per acquisire la capacità d'amare è, secondo Freud, ripreso da Fromm, il superamento del narcisismo. Com'è noto, infatti, il mito di Narciso rappresenta l'amore, spesso tragico e distruttivo, che si porta all'immagine di sé. Narcisismo significa anche egocentrismo e solipsismo, cioè la tendenza psicologica a servirsi di sé come esclusivo punto di riferimento, intorno al quale si organizza l'esperienza.
Eros, invece, secondo la metafora di Freud, esprime la forza della vita e dell'amore oggettuale, in opposizione a quella disgregatrice di Thanatos, istinto di morte.

"Al modo stesso come l'ameba può proiettare perifericamente la sostanza di cui è costituita con la formazione di pseudopodi, oppure ritrae al centro tutta quella sostanza" scrive Freud nell"'Introduzione al narcisismo "così la libido può proiettarsi sugli oggetti esterni come libido oggettuale, oppure essere richiamata sull'Io come libido narcisistica" . Questa immagine di Freud presuppone che la libido, tanto oggettuale, quanto narcisistica, sia sempre la stessa, concezione legittimata dal fatto che l'aumento di un tipo di investimento si accompagna ad una riduzione dell'altro. La libido investita negli oggetti è quindi sottratta a quella narcisistica (situazione dell'amore), mentre l'arricchimento della libido narcisistica porta con sé un impoverimento di quella oggettuale e quindi ad un'incapacità di amare.
Ciò implica il postulato in fisica della conservazione della libido totale (analogo al postulato i1 fisica della conservazione dell'energia), per cui la somma delle cariche libidiche di cui un individuo dispone è costante e consente l'introduzione del concetto di mobilità libidica. In "Analisi terminabile e interminabile", Freud distingue persone con una particolare viscosità della libido, per cui il processo di disinvestimento e di reinvestimento in nuovi oggetti è assai lento; altre, invece, con una particolare fluidità della libido, le quali non riescono a realizzare investimenti di una certa durata, ed altre, ancora, che presentano una forma d'inerzia e quindi non riescono a fare investimenti. Questi caratteri (nelle due ultime tipologie si possono inserire i soggetti con incapacità d'amare) differenziano gli uomini, indipendentemente da problemi clinici concomitanti. A tal proposito appare significativo il termine di "Besetzung" usato da Freud per indicare la relazione che s'istituisce fra impulso libidico e oggetto e l'arricchimento subito dall'oggetto stesso per effetto di un tale apporto libidico.
La libido non può essere intesa infatti soltanto come energia erotico-affettiva, analogamente a qualsiasi altro moto affettivo, come un quid avente origine e sede nell'Io e rivolto ed orientato verso gli oggetti, ma come qualcosa che si in sedia negli oggetti stessi (fenomenicamente intesi), che li occupa e li presidia con un proprio ammontare od importo (Betrag), rimanendo investito in essi.
L'orientamento narcisistico della libido fa sentire quindi come "realtà" solo ciò che esiste dentro di sé, mentre gli oggetti del mondo esterno non hanno "realtà" in loro stessi, ma sono considerati solo dal punto di vista dell'utilità o del pericolo che rappresentano. La capacità d'amare si acquisisce invece considerando le persone e le cose così come sono, oggetti-soggetti, al di là dei desideri, delle paure e delle strumentalizzazioni. Essa presuppone, quindi, l'esaurimento degli aspetti narcisistici (Freud); il superamento della reazione al lutto per la perdita e la separazione dalla madre (Back); l'esperienza di fusione nella fase di simbiosi e il suo superamento nella fase di separazione-individuazione (Bergmann); il superamento dei conflitti preedipici (part-object relations) e l'inibizione delle tensioni sessuali derivanti dai conflitti edipici (Kernberg) ecc.
Fromm ricorda che mentre si è consciamente timorosi di non essere amati, l'inconscio timore è quello d'amare. Ora, un atteggiamento indispensabile per l'acquisizione della capacità d'amare è quello di essere in stato d'interesse attivo verso le persone, e non solo verso quella amata, dato che si è incapaci di dedicarsi alla persona amata se non si è in un perenne stato di disponibilità per l'amore, inteso come modo costante di un rapporto dell'essere con l'Altro e come meta del desiderio.
Freud accenna a questo problema laddove, elaborando la teoria degli istinti, ci indica la trasformazione delle pulsioni sessuali in un Eros che si adopera per il ritorno allo stato primigenio dell'unità dell'essere e il cui nucleo essenziale, l'amore sessuale, si trova congiunto alle altre manifestazioni affettive come "espressione di un unico identico insieme di bisogni e desideri" (1).
Esso, in certe persone, porta all'unione amorosa e sessuale, mentre in altre, per non risoluzione, o attivazione di vecchie conflittualità, fallisce questo obiettivo o ne impedisce la realizzazione, pur conservando i tratti della sua natura.
L'introduzione all'Eros, come istinto di vita, in lotta con quello della morte, costituisce un importante punto di riflessione psicoanalitica.
Poiché l'uomo procede ineluttabilmente verso la morte, l'Eros non può liberarsi da questo cammino obbligato, se non unendo i mortali fra loro, mentre nell'individuo isolato, cioè privo di un supporto autentico con l'Altro, quindi della capacità di amare, non vi può essere che la morte. Il fatto è che il desiderio, per se stesso, non si rivolge, di propria iniziativa "naturale", verso il riconoscimento dell'Altro, nelle sue proprie dimensioni.

È solo nella maturazione della persona che si verifica il passaggio da un desiderio senza riconoscimento dell' Altro alla capacità d'amare (2) e ciò solo dopo un iter molto contrastato.

L'inizio del riconoscimento dell' Altro è rappresentato dal complesso edipico, del quale troppo spesso è ricordato solo il carattere spaventoso, mentre, in realtà, contraddistingue l'avvento di un ordine etico nell'uomo e ne determina le condizioni di realizzazione. Il complesso edipico rappresenta qualcosa di più del primo conflitto relazionale della vita umana. Dal felice esito di questo dipende infatti la possibilità di stabilire un autentico rapporto con l'Altro, anche se contemporaneamente esso porta in sé, a motivo dell'intrinseca asprezza, i rischi di un fallimento che può sfociare nell'incapacità d'amare.
Eliane Amado Levy-Valency afferma che talora l'individuo non è in grado né di provare, né di dare amore; nel primo caso perchè il suo desiderio non è rivolto verso alcun oggetto reale; nel secondo, perchè spende gran parte della sua energia per mantenere rimossa la libido. Infatti, tutto ciò che impedisce ad una persona di essere considerata nelle dimensioni a lei proprie, è alienazione, solipsichismo, turbamento della funzione della conoscenza; è, nel contempo, distorsione di ogni rapporto, ipostatizzazione del bisogno, non incontro, assenza di reciprocità ed è preclusione al raggiungi mento della terra promessa dell'amore nella libertà e della libertà dell'amore.

NOTE

l) Mentre il bisogno è soprattutto il momento del sentire (quando si avverte la mancanza), il desiderio è invece il momento della tensione all'atto (quando si cerca di ottenere la cosa che manca).

2) Kojève, commentando Hegel, scrive "L'essere umano si costituisce solo in funzione di un desiderio vertente su un altro desiderio, ossia, in fin dei conti, in un desiderio di riconoscimento. Perciò l'essere umano si può costituire solo se almeno due desideri si affrontano l'uno con l'altro. E poiché ciascuno dei due esseri dotati di un desiderio è pronto a rischiare e quindi a mettere in pericolo quello dell'altro allo scopo di farsi "riconoscere" e di imporsi all'altro come valore, il loro incontro non può essere che una lotta. E solo mediante una simile lotta, la realtà umana si genera, si costituisce, si realizza e si rivela a se stessa e agli altri."

BIBLIOGRAFIA

AMADO LÉVY-VALENCY E., Le dialogue psychoanalytique, PUF, Paris, 1962 BACK R.C., Being in love and object loss, Internat. J. Psycho-AnaI. 54, l, 1973.

BERGMANN M.S., Psychoanalytic observations on the capacity to lo ve, In "Separation-individuation", eds. J. B. Mc Devitt & Settlage, New Y ork, Intern. Univo Press, 1971.

FREUD S., Introduzione al narcisismo, in Opere, VoI. VII (1912-1914), p. 443, Boringhieri, Torino, 1970; Analisi terminabile ed interminabile, in Opere, VoI. XI (1930-1938), p. 499, Boringhieri, Torino, 1974.

FROMM E., L'arte di amare, Mondadori, Milano, 1986. LACAN J., D'un autre à l'autre, Seuil, Paris, 1973.

KERNBERG O., Barriers tofalling and remaining in lo ve, J. AM. Psychoan. Assoc., 3, 486, 1974.

Boundaries and structures in love relations, J. Am. Psychoan. Assoc., l, 81, 1977. Love, the couple and the group: a psychoanalytic frame, Psychoan. Quarter., 49, 78, 1980.

Mature love: prerequisites and characteristics, J. Am. Psychoan., 4, 743, 1974 Sindromi marginali e narcisismo patologico, Boringhieri, Torino, 1978.

KOHUT H., Narcisismo e analisi del Sé, Boringhieri, Torino, 1976.

KOJÈVE A., La dialettica e l'idea della morte in Hegel, Einaudi, Torino, 1948. 

mercoledì 20 marzo 2013

SIDERALE


"Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?". Virginia Woolf

Resistenti, tenaci, insopportabilmente ostinate, coraggiose, nervose. Sorridenti, colte, irresponsabili. Felici. Infelici. Contente di questa festa nata dal dramma di fabbrica o infastidite dalle mimose. Auguri alle donne, mie amiche. Così vicine alla mia vita, cosi sideralmente distanti. (R. Saviano).
jazzyghostlove2
Il cuore di chiunque, anche l'analfabeta: che nel cuore sia poeta! Il cuore di un poeta, intrappolato in un corpo di donna, se sia una vera Donna, espansione segreta in implosione ed esplosione discreta, che sia senza apparire d'essere: non sarà mai intrappolato. Perchè diverrà sostanza. Non parte ma: unione. Pensiero del pensiero; parola della parola; atto dell'atto. Sarà: anima, mente e corpo. Anche non sbandierati. Ma reali. Anche nel sideralmente distanti. In unione che è, non limitata vicinanza, ma libera, discreta, potente, invisibile agli occhi altrui: appartenenza. Che lega: slegando. E slega: legando! (ciò per me...e non so quanto valga). Elisa.

martedì 19 marzo 2013

trasgressione

al giorno d'oggi trasgredire è essere normali. Essere se stessi, evitando il male comune. Cercando il bene sociale. E' comportarsi secondo moralità (per quanto ci è dato) e coscienza. Sapendo cambiare. E' rispettare la libertà altrui. E pretendere sia rispettata la propria. La bella libertà. 

.*.

Post n°118 pubblicato il 20 Marzo 2013 da MYRIONYME_PANTHEA
4906-17-ilustracion-y-fotograf
Trasgressiva

Essere trasgressivi.
Enormemente, eccelsamente,
convintamente : trasgressivi.
Vivere la vita come voglio!
E questa è trasgressione!
Vivere l'amore come voglio!
affinchè non sia mai, trasgredendo, 
trasgressione!
Io, da quando mi è stato imposto:
come amare!
Dogmatici esempi non praticati!
Mi sono liberata: da paradigmi e dogmi!
E penso. Ed amo!
Per come sono oggi!
E, domani: che ne so?
Che ne sappiamo?
E questa è trasgressione!
Vivere la normalità: come trasgressione.
La trasgressione: con indifferenza.
Questa è trasgressione.
Rispettando la tua di trasgressione!
Perchè venga rispettata la mia!
La tua è passare il tempo in preci,
senza senso o di cuore?
Sia!
La mia è alternanza di incoerenze
e coerenti passi tremuli?
Sia!
Perchè: la libertà ha un prezzo!
Il prezzo della coscienza!
Di lasciar liberi.
Per essere liberi.
Di trasgredire.
Trasgredendo e
trasgredendo di piu':
non trasgredendo!
Per poi trasgredire.
Elisa©

lunedì 18 marzo 2013

Saperti dire addio

.*.

295636_383089471789376_2031417
Saperti dire addio
Saperti dire addio,
sarebbe spogliarmi!
di quelle catene che
mi ha legata il Cuore.
Allora, solo allora,
la mia corsa per prati
e valli e lungo torrenti:
diventerebbe Verità.
Eppure: non voglio.
Perchè, sentendomi vergine,
nuova parte di me,
mi sentirei piu' sola.
Di quanto ora,
nella solitudine,
scavatami dentro,
possa dirmi.
Ancora residua:
la speranza di un abbraccio.
Di perdono e amore vero.
Che non si tema piu'.
Ed unisca chi si cerca e fugge.
E si ritrova!
Il mio io.
Ed il tuo.
Unico spirito:che quando perdo
cerco!
Elisa ©
72609_594744137219803_21409848

domenica 17 marzo 2013

Lacrima

« Ancora.*. »

LACRIMA

Post n°116 pubblicato il 17 Marzo 2013 da MYRIONYME_PANTHEA
LACRIMA
Charles Baudelaire - Tristezza della luna

(Da: «I fiori del male»)
Questa sera la luna sogna più languidamente; come una
bella donna che su tanti cuscini con mano distratta e leggera
prima d'addormirsi carezza il contorno dei seni,
e sul dorso lucido di molli valanghe morente, si abbandona
a lunghi smarrimenti, girando gli occhi sulle visioni
bianche che salgono nell'azzurro come fiori in boccio.
Quando, nel suo languore ozioso, ella lascia cadere su questa
terra una lagrima furtiva, un pio poeta, odiatore del sonno,
accoglie nel cavo della mano questa pallida lagrima
dai riflessi iridati come un frammento d'opale, e la nasconde
nel suo cuore agli sguardi del sole.


LACRIMA
Una lacrima libera! Una lacrima incatena!
Una lacrima sogna! Una lacrima realizza!
Una lacrima sussurra! Una lacrima urla!
Una lacrima è dolore! Una lacrima è gioia!
Una lacrima è ribellione! Una lacrima è sottomissione!
Una lacrima è obbedienza! Una lacrima è fuga!
Una lacrima è trappola! Una lacrima è svincolo!
Una lacrima è pianto! Una lacrima è sorriso!
Una lacrima è verità! Una lacrima è falsità!
Una lacrima è sciogliersi! Una lacrima è unirsi!
Una lacrima è donna!
E l'altra è femmina.
Una lacrima è uomo!
E l'altra vero maschio!
Perchè una lacrima è acqua ed è sale:
una lacrima è vita!
Due lacrime abbracciate sono: una lacrima!
Dialogo: dire ed ascolto. Sentire!
Piu' di tante parole.
All cuore comprendere: prendere forte con sè.
Senza paura di dare. Senza voler togliere!
Ma liberamente condividere.
Senza nulla e nessuno: dividere.
Facile : imperat!
Una lacrima di Morro d'Alba: assieme.
Difficile ed alternante: darsi.
Pauroso e liberante: consunstanziale farsi.
Ciò è: un"impero ut imperas". Giusto!
Quel "quid" d'unione!
Carezza per lacrime di passione.
Umanamente e divinamente:
sempre vecchie e nuove.
Elisa ©


 
La URL per il Trackback di questo messaggio è:
http://blog.libero.it/FlyingBubble/trackback.php?msg=11985383

I blog che hanno inviato un Trackback a questo messaggio:
Nessun trackback
 
Commenti al Post:
sanainquietudine
sanainquietudine il 17/03/13 alle 23:08 via WEB
con la meraviglia delle meraviglie......apprezzo condivido e godo delle tue espressioni che mi toccano da vicino, e commento nel dirti: _Spesso! moooolto spesso! una lacrima è "liberazione" che unita al perchè ed alla considerazione, libera la ragione, invitandoti alla riflessione e, uscendo dalla persecuzione, in nuova dimensione, in mezzo alle persone, per magica estrazione vivi la felicità.
 
 
MYRIONYME_PANTHEA
MYRIONYME_PANTHEA il 18/03/13 alle 02:21 via WEB
dal Direttore (che trovo ovunque vada...Che?!?!?!? soffre di bi-tri-multilocazione?????) non potevo che aspettarmi questo! se fossi il direttore io...delle sue belle parole: ne farei una canzone! la metterei in rima e la porterei in cima. Su in quel paradiso che è un semplice sorriso. Quello donato, ancor piu' se inaspettato! Quello che è energia che rende tutto:"vita mia". Quello ricevuto: sempre benvenuto. Ma quando giunge addosso...fa tremare a piu' non posso! Perchè è piu' semplice un bel dire, è piu' facile donare che ricevere dal fato. Anche fosse quello che: hai da sempre un po' sognato! Non per avaro non dir grazie . Ma per timido umil cuore che, se toccato dall'Amore o da qualche sentimento...ti fa sentire ancora...tra le "braccia" di un portento...quelle di Messer lo frate Vento! :)
 
 
MYRIONYME_PANTHEA
MYRIONYME_PANTHEA il 18/03/13 alle 02:26 via WEB
con la meraviglia delle meraviglie...hai chiuso! speriamo che tu riapra. perchè...sanainquietudine ...era un profilo veramente simpatico! come ho scritto nella risposta alla tua ultima missiva! con tanta allegria che danno certe altalenanti trovate! comunque...sempre legata a questa vita che amo infinitamente, nel mio quotidiano reale, di certo piu' che nel virtuale, a te un caro: ciao! PERSECUZIONE? AMMESSA? MAGICA ESTRAZIONE? NUOVA DIMENSIONE? IN MEZZO ALLE PERSONE? .... CHE DIMENSIONE? ...Io sto bene in questa. amo troppo questa vita! come ce l'ho. che è ? suona come una condanna a morte???? azzz!
 

amore per la vita: sempre!

.*.

Post n°117 pubblicato il 18 Marzo 2013 da MYRIONYME_PANTHEA
ns5
Se ti va vieni a prendermi
nell'hotel che costeggia il sole
io confino al nord col blu
l'ovest è una parte mia,ho una mano ad est e l'altra a sud
Se mi vuoi vengo a nascere
nella tua testa libera
io non mendico attenzione
io sarei conquistatore
io verrei che tu scegliessi me
trionferà trionferà la vita
insieme finire
spegnere per ripartire
non c'è strategia migliore quando non funziona più
il male minore è l'istinto primordiale
fare i conti solo quando ormai non torni indietro più
Se mi vuoi vengo a vendermi
al tuo onore che difendi ancora
lacrima mi liberi lacrima si libera e straripa dalle rughe mie e se vuoi sempre se lo vuoi
perchè sai non ti spingo a niente fai di me la tua virtù fai di me qualcosa in più scegli me tra i tanti scegli me
trionferà trionferà la vita
insieme finire
spegnere per ripartire non c'è strategia migliore quando non funziona più
il male minore è l'istinto primordiale
fare i conti solo quando ormai non torni indietro più.
PER ME CHE AMO LA VITA, CHE TROVO SIA BELLA, SEMPRE SPECIALE. UNICA. DA AMARE. DA VIVERE. E DA COMPARTECIPARE. DA RISPETTARE E DA INTERSCAMBIARE. NEL RISPETTO DI UN DARE CHE SIA ANCHE RICEVERE. LA VITA: CHE E' PIENEZZA E CHE DEVE ESSERE VISSUTA. AMATA E INSEGNATA. MAI LIMITATA O TOLTA. REGALATA. COME CI E' STATA DATA. DA VIVERE COSI' COM'E': PER MIGLIORARLA. E GIOIRLA. UN PO' INGANNARLA.MA MAI E POI MAI: SOFFOCARLA! DA AUGURARE LUNGA E FELICE A TUTTI. PERSINO A CHI SI FA "NEMICO" PERCHE'...DI TE NON CAPISCE UN EMERITO FICO! E NON SA PRENDERTI. E VUOLE CHE TI DAI. MA NON SA DARE. SE NON PAROLE: ONDE DI MARE. A VOLTE DOLCE, ALTRE IN TEMPESTA. E FA CONFUSIONE DENTRO L'ANIMA  E LA TESTA. INVECE E' COSI' SEMPLICE: VIVERE LA VITA. E' SMETTERLA DI VEDERLA SEMPRE IN SALITA. ED AMARE PER IL GUSTO DELL'AMORE. COME SI VUOLE. SENZA SACRIFICARE. SAPENDO ASPETTARE. I TEMPI ED I PASSI. ANCHE DI CHI VA PIU' LENTO. PERCHE'... SE SUBITO NON E' TANGO...PUO' ESSERE PIU' SENSUALE MILONGA! QUELLA CHE TRAVOLGE E LENTAMENTE TI AFFONDA. NON TROPPI SCOSSONI, CASCHE' E PRESE STRANE. MA SCIVOLARSI ADDOSSO, ASPETTARE QUELL'AMPLESSO CHE E' UN SORRISO, DOLCEZZA E TENEREZZA. UNA LACRIMA, ANCHE AMICA, CHE TI SCIOGLIE TUTTO: PERCHE' TI FA SENTIRE D'ESSERE NON SOLO UN SOGNO MA : POTENTE CERTEZZA. CHE NON TORMENTA E NON TENTA: TANTO PER FARE. MA CHE TI ADORA COME PREZIOSA PERLA DA CONSERVARE. 
MAI: INSIEME FINIRE! SEMPRE RICOMINCIARE. RIPARTIRE. REINCONTRARSI PER DIRSI NUOVAMENTE. MAGARI IN QUELL'HOTEL, ANCHE DI FANTASIA, MAI DI COMPLETA ILLUSIONE, MA DI PROMESSA O SOGNO: CHE COSTEGGIA IL SOLE. L'HOTEL DELLA VITA. PER CONDIVIDERE. E NON DOVER MAI DIRE, L'UNO ALL'ALTRO: E' FINITA! SIA NELLA COPPIA CHE PER CHI COPPIA NON SIA.
ELISA. 

mercoledì 13 marzo 2013

Farfalla

Mille volte ho spiccato il volo,
sapendo che volavo per un sol giorno.
Mille volte, basito nuovo bruco,
ho riconfezionato il bozzolo.
Seta in groviglio, come il mio pensare.
E sono rinata per volare ancora.
Nel mio mistero che a te si estende.

Elisa ©


portfolio



Ci sono donne che si sentono profondamente diverse.
Diverse perchè i loro desideri non sono quelli di tutte le altre.
Diverse perché non si esprimono come tutte le altre.
Diverse perché vorrebbero andare in posti diversi da tutte le altre.
Diverse perché non pensano e non sentono come tutte le altre.
Queste donne si sentono così diverse da pensare di essere sbagliate. “Cos’ho che non va ?” si chiedono qualche volta con le lacrime agli occhi. “Perché sento queste cose?” si domandano sbigottite. Vorrebbero trasformarsi in quello che non sono. Ma non succede. Perché c’è una voce dentro di loro che parla e dice
“Vai da un’altra parte”, “Segui un’altra strada”.
E’ la voce delle ali di farfalla. Sono ali che spesso le donne non sanno di avere. Perché non le vedono. Sono dietro di loro. Sono proprio quelle ali a renderle diverse: speciali. Sono quelle ali che le spingono a volare dove nessuno vola. A cercare dove nessuno cerca. A sperare dove nessuno spera. A cantare dove nessuno canta. Ad amare dove nessuno ama.
Sono ali grandi e maestose, dei colori della notte e del giorno. Sono cariche di promesse quelle ali. Basta muoversi verso la direzione in cui ti spingono, per iniziare a volare verso spazi misteriosi, ricchi di promesse tutte da scoprire….
Simona Oberhammer – La via femminile


martedì 12 marzo 2013

Una Donna da ricordare per sempre! ♥




                                 Ειρήνη (Eirene), nome con il significato letterale di "pace".


Irena Sendler ( (Varsavia15 febbraio 1910 – Varsavia12 maggio 2008
Donna in cui un'importante Fantasia: è nata, cresciuta, ha convissuto con la Conoscenza. Che permettono di trovare un senso anche a momenti di Vita della 
Storia che un senso, ancora oggi, paiono veramente non averlo per nulla. 
Dal web:

Irena era un'assistente sociale polacca che organizzò e diresse un gruppo di più di 20 persone per salvare dalla morte in quel quartiere della capitale polacca sotto l'occupazione nazista. Come ha spiegato in seguito, poté realizzare quest'opera grazie all'aiuto di religiose polacche.La Fondazione, con sedi a Gerusalemme, New York e Buenos Aires, ricorda che quest'opera portò Irena a subire la tortura in un carcere nazista e una condanna a morte che per fortuna non venne eseguita. Irena Sendler era nata in Polonia nel 1910. Quando la Germania invase il Paese nel 1939, era infermiera presso il Dipartimento del Benessere Sociale di Varsavia, che gestiva le mense comunitarie della città.Lì lavorò instancabilmente per alleviare le sofferenze di migliaia di persone, sia ebree che cattoliche. Grazie a lei, le mense non solo fornivano cibo a orfani, anziani e poveri, ma consegnavano anche vestiario, medicine e denaro. Per evitare le ispezioni, registrava le persone sotto nomi cattolici fittizi o le iscriveva come pazienti con malattie molto contagiose come il tifo o la tubercolosi. Nel 1942, con la designazione di una zona chiusa dove alloggiare gli ebrei, il Ghetto di Varsavia, le famiglie potevano solo attendere una morte sicura. Irena si unì al Consiglio per l'Aiuto degli Ebrei, organizzato dalla resistenza polacca. Riuscì a ottenere un passi del Dipartimento del Controllo Epidemiologico di Varsavia per poter entrare legalmente nel ghetto. Persuadere i genitori a separarsi dai loro figli era un compito terribile per una giovane madre come Irena. Si poteva solo garantire che sarebbero morti se fossero rimasti lì.
La Fondazione Internazionale Raoul Wallenberg, un'organizzazione educativa non governativa internazionale, fondata dall'argentino Baruj Tenembaum, che ha analizzato e documentato numerosi casi di salvatori dell'Olocausto, ha definito in alcune dichiarazioni a ZENIT la Sendler come una delle più eroiche donne che si spesero per salvare la vita agli ebrei.
“Nella mia mente, posso ancora vederli piangere quando lasciavano i genitori”, disse in seguito.
Irena conservava l'unico registro delle vere identità dei bambini in fiaschi sotterrati sotto un albero di mele nel giardino di un vicino, di fronte alle baracche dei Tedeschi. In totale, i fiaschi contenevano i nomi di 2.500 bambini. Non era nemmeno facile trovare famiglie che volessero accogliere bambini ebrei. Iniziò a portare via i bambini in un'ambulanza come vittime del tifo; in seguito dovette utilizzare cesti per la spazzatura, casse di utensili, imballi per le merci, sacchi di patate... Il 20 ottobre 1943 venne arrestata dalla Gestapo. Era l'unica a sapere i nomi e gli indirizzi delle famiglie che alloggiavano i bambini ebrei e sopportò la tortura per non tradirli. Le spezzarono i piedi e le gambe, ma nessuno riuscì a spezzare la sua volontà. Trascorse tre mesi nella prigione di Pawiak, dove venne condannata a morte, ha spiegato Baruj Tenembaum. Mentre attendeva l'esecuzione, un soldato tedesco la portò via per un interrogatorio ulteriore. Uscendo, le gridò in polacco “Corra!”. Il giorno successivo trovò il suo nome nella lista dei Polacchi uccisi. 
Irena continuò a lavorare sotto falsa identità. Al termine della guerra, dissotterrò i fiaschi e utilizzò le annotazioni per trovare i 2.500 bambini che aveva affidato ad altre famiglie. Li riunì ai loro parenti sparsi per tutta l'Europa, ma la maggior parte aveva perso la famiglia nei campi di concentramento nazisti. I bambini la conoscevano solo con il nome di Jolanta, ma anni dopo, quando la sua foto uscì su un giornale, dopo che era stata premiata per le sue azioni umanitarie durante la guerra, venne riconosciuta da molte delle persone che aveva salvato. Dopo la guerra Irena Sendler lavorò per il benessere sociale, aiutando a creare case per anziani, orfanotrofi e un servizio di emergenza per bambini.
Il riscatto di un bambino richiedeva l'aiuto di almeno dieci persone. I bambini erano prima trasportati a unità di servizio umanitario e poi in un luogo sicuro. Poi si cercava loro un alloggio in case, orfanotrofi e conventi. “Ho mandato la maggior parte dei bambini in strutture religiose”, ricordava. “Sapevo di poter contare sulle religiose”.

The Nobel Prize recipient, Holocaust survivor Elie Wiesel, has dedicated his life to ensuring that none of us forget what happened to the Jews. He wrote:
"In those times there was darkness everywhere. In heaven and on earth, all the gates of compassion seemed to have been closed. The killer killed and the Jews died and the outside world adopted an attitude either of complicity or of indifference. Only a few had the courage to care ..."







               Assicuro che questa è stata...è...realtà!


                                      Elisa


Ho pianto

Ho pianto lacrime,
silenziose e nascoste.
Donando sorrisi,
ai tuoi ricordi,
fatti di tue lacrime.
Che solo a me dicevi.
Compartecipandomi.

Ho pianto lacrime,
comprendendo:
i tuoi errori, sussulti,
confusi sentimenti.
Quel bisogno di materia:
carezzevole affetto.
Che la parola non
poteva dire.

Ho pianto lacrime,
quando raccontavi un Dio
che avevi perduto e incontrato:
nel filo spinato di tanti suicidi.
Nelle labbra di tua madre
che morì, portata nel vento,
a dire ancora che, 
nonostante noi: E'.

E sorrido:
ricordandoti Anima Libera.
            Senza  dogmi se non del Cuore.
            In catene già vissute.
            Per una religione.
La croce, che avevi vinta,

brandivi: bandiera bianca.
Tu Ebrea: un numero.
Una Stella.

Elisa