lunedì 11 febbraio 2013


un uomo

LUNEDÌ 11 FEBBRAIO 2013


Andreoli: ipotesi ambiente ormai ostile. 

Quello del Papa è atto drammatico (Ansa)

PAPA: V. ANDREOLI, NO DEPRESSO MA CONFLITTI INGESTIBILI 
PSICHIATRA, IPOTESI AMBIENTE ORMAI OSTILE. SUO ATTO DRAMMATICO 
(ANSA) 

ROMA, 11 FEB - Depressione, vecchiaia e stanchezza ''non convincono''. 
Le ragioni che hanno spinto Benedetto XVI alla decisione di lasciare il 
pontificato sarebbero ''ben altre''. Non ha dubbi lo psichiatra Vittorino Andreoli, 
che avanza un'ipotesi precisa: quello del pontefice e' stato un 
''atto drammatico dettato da una situazione di conflittualita' e opposizioni interne 
nello stesso ambiente vaticano divenuta ormai insostenibile''. 
Non la vecchiaia ne' la depressione, dunque, bensi' un clima che ''rendeva ormai 
impossibile per il Papa continuare la sua azione di governo della Chiesa'', 
afferma lo psichiatra. A conferma di cio', sottolinea Andreoli, il fatto che 
Benedetto XVI ''non presenta assolutamente i segni di una sintomatologia depressiva: 
le sue stesse considerazioni nell'annunciare la decisione di dimettersi - rileva - 
ci mostrano un uomo mentalmente capace, nel quale non si intravede 
alcuna patologia mentale e alcun segno di una vecchiaia particolarmente 
debilitanteTanto che ha portato avanti impegni e viaggi fino a poche settimane fa, 
ed ha appena scritto un libro che e' in testa alle classifiche''. 
Insomma, commenta l'esperto, ''non credo che l'ipotesi di una sindrome depressiva 
possa considerarsi attendibile e ritengo, invece, si possa fare piuttosto l'ipotesi 
di conflitti crescenti all'interno del Vaticano, 
come dimostrano anche i piu' recenti fatti di cronaca. 
Un clima di pesanti opposizioni che deve aver presumibilmente reso estremamente 
gravoso il compito del pontefice di gestire il governo della Chiesa''. 
Anche le vicende legate al cosiddetto 'Vatican leaks', con la fuga di notizie e 
documenti riservati all'esterno ed il 'tradimento' da parte del maggiordomo a lui vicino 
da anni, ''devono aver avuto un peso. Ci sarebbero cioe' gli elementi - 
afferma Andreoli - per poter ipotizzare che la scelta del Papa sia piu' legata ai 
'segreti della Chiesa' che ai 'segreti della mente' di un uomo anziano''. 
E dunque, ''davanti ad una conflittualita' crescente - chiarisce - e' come se 
il pontefice avesse 'ceduto le armi', prendendo le distanze da un ambiente 
a lui non piu' consono: quella di 'lasciare' e' una decisione drammatica, 
e' una presa di consapevolezza lucida di una situazione che ormai gli impedisce 
di portare avanti il proprio mandato''. Le ragioni di questo atto finale sono quindi 
''altre, ed appare alquanto ingenuo - e' la conclusione di Andreoli - dare credito 
alla sola ipotesi della stanchezza e dell'eta' avanzata''. 

© Copyright (ANSA).



Credo J. RATZINGER ne sia consapevole! Forse: non ne poteva piu'!

SI E' GIUDICATI...

Quando si resiste agli oppositori, coraggiosamente, oppure si molla, dignitosamente,causa le avversità troppo grandi, spesso propinate, si è giudicati: immaturi, fragili, pazzi, depressi, instabili, dementi! 

Laica. In cammino umano. Ostacolato. Eppure credente. In un Dio che ama l'Uomo fino a farsi Uomo ogni giorno. Che ha usato stesse parole, interazioni, coinvolgimenti: da quando esiste l'Umanità.  Nella storia dell'umanità. Unione di Esseri umani, nell'Universalità del progetto della creazione. Verso la quale l'Uomo ha la responsabilità di esserne il Custode. Il Co-creatore quotidiano. E se è responsabile del Creato, ancor piu' lo è dell'altro uomo. Del Fratello.Chiunque sia e senza distinzioni. Per me, ognuno è corresponsabile delle azioni, delle manifestazioni, della realizzazione, dei fallimenti, dei successi, del crescere sociale, affettivo, relazionale, della maturità ed immaturità: dell'altro. 
Della salute, del diritto al lavoro ed alla Vita: di ogni altro. Del salire al vertice e del precipitare alla base: di ogni altro! Quindi oggi, pur non sempre concorde con il dire ed operare di quest'Uomo, mi permetto di espormi affermando che: mi sento corresponsabile. Delle sue defaillances, del suo smarrimento, delle sue contraddizioni,dei suoi errori, 
delle sue difficoltà di sentirsi libero nell'esporsi ad un pubblico di....uomini. Del suo pianto, rammarico, senso di impotenza, di povertà! Del suo essere magnifico "Dottore" a volte, apparentemente, poco Cristo bambino: tra dottori. Perchè non sempre "verbalmente" semplice. E con linguaggio non verbale: imbarazzato ed imbarazzante.
In fin dei conti: non tutti sappiamo esternare "il fanciullino" che vive in noi! Anche se è la parte piu' vera di noi. Non tutti sappiamo esternare: il nostro essere semplici, veri, sinceri. Così come siamo. 
Soprattutto, come dice V. Andreoli, in altri articoli, quando ci si trovi circondati da persone che non sanno cogliere la ricchezza della diversità e della fragilità. Come dono prezioso. Da assaporare. Da piangere assieme.
Sulla quale sorridere uniti. Da convertire! Per convertirci. A noi stessi: all'Uomo! 
Certe fragilità possono essere "nascondimento" di ricchezze immense. Non espresse, oppure sacrificate: cause ambientali, sociali, relazionali. Forse è stato così, anche per questo Papa.
Poco accolto. Ed anche: poco capace di farsi accogliere. Causa l'apparenza. Forse solo: per l'apparenza.
Mai farci: accusatori, giudici, oppositori! Oppure "Ambiente non piu' consono"! 
Convinta che, se fossi nata in un'altra parte del Mondo, certamente potrei credere diversamente, forse potrei essere piu' cristiana cattolica, mi ammanto di una corresponsabilità globale.
Anche verso colui che si dimette da un incarico. Conscio della sua umanità. Consapevole di essere uomo come tutti: amato e non amato. Compreso ed incompreso. Aiutato ed ostacolato. Un uomo con cui, in cuor mio, ho spesso "litigato". Perchè non in accordo. Come Donna e come Uomo.
Pur amando la sua espressione, la sua presa intellettiva, la sua cultura, certe sue esplicazioni teologiche e spirituali  e, anche, la fatica di esprimere la sua, pubblica, affettività. Detta in una gestualità pacata e per molti fredda!
Credo sarebbe dovere di tutti, in particolare di coloro che fanno parte dell'"associazione" Chiesa Apostolica Romana, ammettere che...chi gli è stato piu' vicino poteva fare qualcosa in piu' per sostenerlo. Non solo nel condividerne i successi, teologici, culturali, politici. Ma condividendo certe gravissime situazioni che si sono evidenziate, impellentemente, sotto il, di lui, pontificato. Dimostrando concretamente al Popolo che: non si è uomini di Dio solo perchè si sa parlare bene. Ma perchè si mette in pratica. Si mette in pratica la solidarietà, il senso della condivisione, della tanto decantata necessità di vivere assieme la responsabiltà di troppe povertà! 
Corrispondendo realmente al sostegno reciproco. 
Umano, prima che economico! 
Forse bastava allungare una mano. Oppure un piede...per evitare le cadute di un Uomo.
Le tante incomprensioni: per un Uomo. 
Responsabilità di troppi che si esaltano nel dirsi cristiani cattolici. 
Che "proteggono" anche un Papa: aggredendo coloro che la pensano diversamente. Divenendo così: anticristici! Perchè non "accoglienza" per tutta l'umanità. Rinnegando il significato di cattolicesimo (universalità) e formando gruppi chiusi,  selettivi, settari: non hanno aiutato all'apertura universale. All'abbraccio comune. 
Ove anche il male ha il senso di condurre al bene. Ad un Bene migliore. 
Ove essere laici non significhi piu': essere peccatori! 
Ove essere liberi non sia più: non essere uomini e donne BELLI.
Ove la dignità sia convalidata dal rispetto per ognuno. Non a parole!
Anche per questo Fratello uomo.
Il Vecchio Ratzinger, Nonno Giuseppe, eppure Papa di Santa Romana Chiesa.
Umile: perchè ha avuto il coraggio di non accettare la responsabilità della croce papale!
Riconoscendo nei fatti: che l'uomo deve essere LIBERO DI SCEGLIERE. Il suo percorso. Come affrontarlo. Accettando cio' che gli sia proprio. Ma capace di reagire: rifiutando le croci imposte da altri! Libero di poter essere: responsabile delle proprie scelte. Anche ad 85 anni: libero di dire il suo SI' ed anche il suo NO!
Individuo imperfetto perchè uomo: ancora in cammino verso la Perfezione.
Attraverso la Creazione Tutta, che tanto ama.
Per questo, finalmente ancor piu', per me: mio fratello uomo!


(consapevole, per quanto sto sperimentando: a mio rischio e pericolo!) Elisa.

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