GIOIA
GIOIA
Piccole grandi cose!
Piccole grandi cose!
Gioia è saper stare a nudo come se si fosse vestiti! E stare vestiti come se si fosse nudi! E' indossare maschere che ci rendano capaci di recitare la verità che siamo. E' togliere le maschere permettendo gli uni con gli altri, occhi negli occhi, di godere del gioco della vita.
Gioia è saper mantenere le promesse. Quelle fatte consapevolmente e liberamente. Quelle estorte, in qualsiasi modo, o fatte influenzati da"..." non hanno valore. Sono "voti" che neanche si devono sciogliere perchè non ci appartengono.
E' saper mantenere il silenzio! Quando sia veramente dovuto! Il giuramento al silenzio dovrebbe essere fatto appena si comincia a comprenderne il significato. Ma il silenzio necessario! Quando qualcuno ci confidi qualcosa e ci dica di non dirlo ad altri! Si faccia nostra la vita di chi si è donato a noi in fiducia. Quando si vengano a sapere "elementi" che potrebbero inficiare qualcuno di innocente. Quando non si abbia la certezza di quanto veniamo a conoscenza! Quando quel che sentiamo sia nato da chiacchiere da pettegolezzo da "zitelle" e da trasparente invidia. Quando si venga a sapere qualcosa, di qualcuno o di qualcosa. Si puo' parlarne ma senza dire nomi. Ed a persone di cui ci fidiamo. O pubblicamente: quando possa servire al bene di altri. Ad un bene superiore. Al miglioramento di tutti. Considerando che in questo mondo nulla è "segreto" mantenere il silenzio è indice di grande forza morale! Come lo è non farsi "la vita degli altri" e saperne partecipare nel rispetto assoluto! Come lo è DIRE: non per condannare gli errori altrui ma per incentivare a trasformarli in "pietra d'angolo".
Gioia è saper vedere ove sta la nostra libertà. Che per altri puo' essere catena. E farla valere! Contrastare chi vuole propinarci una liberta' che non ci appartiene. O che non ci appartiene piu'. Viverci per come siamo e come vogliamo! Anche errando! Perchè, insegna Vittorino Andreoli e prima di lui anche i Grandi Saggi della storia, i grandi Filosofi, i Santi di ogni religione: bisogna saper fare l'elogio dell'errore per potersi dire UOMINI in grado di trasformare il Caos in Equilibrio.
Gioia è: Essere felici di come si è! Per come si puo' essere. A volte non possiamo essere veramente pienamente noi stessi! Perchè i gruppi che frequentiamo dissentono, hanno altri valori, non sanno porsi in discussione e non accolgono il nostro metterci e mettere in discussione. Via di crescita, di miglioramento. Allora la nostra libertà , il nostro essere il "chi siamo" va riconquistato, o conquistato, gradualmente. Segno di umiltà forte; di Fortezza chiara e limpida. Di coraggio, amor proprio, autostima che non deve essere iper-stima. Che sa nuotare nei flutti degli abissi anche facendo il "morto": rimanendo a galla! Sopravvivendo allo scopo di poter vivere.
Gioia è ogni "crisi". Cosa che determina una lacerazione, un guardarsi dentro ed un guardare fuori. Mai con la voglia di giustificarsi, se non quando se ne abbia diritto e per proteggere i nostri valori, i nostri ideali, le nostre idee, il nostro dire in verità, i nostri cari, le persone che amiamo, con cui abbiamo scelto di vivere e condividere la vita, le nostre cose. I piu' deboli, gli indifesi, chi sia maltrattato, offeso, lasciato solo, denigrato, calpestato, abusato. Chiunque! Dai bimbi ai vecchi! Passando per le donne spesso troppo sole, ingannate, fragili, non accolte, invidiate, impossibilitate dai "sistemi" a dare il meglio di se stesse (nella vita ordinaria, nel lavoro, nel sociale). E gli uomini: spesso relegati ad essere per forza MASCHI che "ce l'ho duro" e "me ne son fatte tot..." ma incapaci di far uscire la tenerezza di cui sono PIENI! Spesso indirizzati dal vivere comune all'essere solo produttivi. Schiavizzati come in "campi di concentramento" ( e oggi vale anche per troppe donne ipofemminili) in cui la regola sia "il lavoro ti renderà libero"! Il lavoro è un bene che a tutti dovrebbe essere dovuto. Che non dovrebbe essere tolto con sotterfugi, falsi identikit, sistemi orrendi come il mobbing. Che tutti dovremo , pero', saper equilibrare ai valori laici e spirituali che "esaltino" l'uomo e non lo rendano meccanica catena di montaggio invece che lieta meccanica celeste già in terra. Gioia è anche spalancare le braccia a chi abbia fatto scelte sbagliate nella vita ed abbia voglia di ricominciare! Di riprendere in mano se stesso, i suoi affetti, il suo essere: Uomo! Questo nell'ambito di coppia, familiare, comunitario!
Gioia è saper accettare che delle porte ci vengano chiuse in faccia, pur protestando, quando ingiusto e sempre e solo finalizzati ad aiutare che non avvenga piu' nei confronti di altri. Quindi anche per il bene umano di chi ... non sappia accogliere chi bussa. Ed è saper chiudere, dolcemente e docilmente, delle porte quando cio' sia per un bene maggiore nostro ed altrui! In accordo ed in serenità. Ed anche saper accogliere che "i portoni dell'Inferno" si aprano nella nostra vita. Scendere negli inferi, di noi stessi, degli altri ed in quelli reali puo' essere un doloroso: PRIVILEGIO. Sta a noi comprenderlo. In un giusto dicernimento. Che ci fa vedere, anche, che spesso il male non è piu' male di....certo bene. E che la realta', dell'Alto e del Basso, sta a noi imparare a leggerla. Intimamente ed in una coscienza scevra da "falsanti indottrinamenti".
Gioia è renderci conto che il mondo avanza anche senza di noi! Ma che senza di chiunque altro avessimo incontrato, conosciuto anche per un attimo, nella vita: noi non potremo essere come siamo e non potremo vivere e viverci. Perchè ogni persona, ogni avvenimento, ogni fallimento ed ogni successo sono "ME".
Gioia è, quindi: AMARE! come siamo capaci, come possiamo. Ma tutto e tutti! Essere sempre in amore! E non temere l'Amore comunque si presenti! Viverlo! Non lasciarlo sfiorire mai. Nel nostro essere piu' completo. Senza timori ma nel massimo rispetto reciproco. Cosa che si impara! Essere sempre capaci di farci amanti! In una sessualità di vita! Che si esprima anche in un mesto sorriso. Perchè fare l'amore non è solo eiaculazione. E' anche sciogliersi per la bellezza di un filo d'erba che fa capolino dalla terra. Per la testina di un asparago che sbuca invitante a dirci che...è giunta la stagione per una bella scorpacciata! Per la lumaca che ci bucherella, rendendo superbo pizzo, le foglie della piantina di basilico che stiamo provando a crescere.
Gioia è: essere sempre innamorati! Di un sogno che renda la realtà un po' meno reale. Nonchè della realtà che permetta di rendere reali i nostri sogni! In un lavoro lungo. Del quotidiano della nostra vita.
Elisa.
Gioia è saper mantenere le promesse. Quelle fatte consapevolmente e liberamente. Quelle estorte, in qualsiasi modo, o fatte influenzati da"..." non hanno valore. Sono "voti" che neanche si devono sciogliere perchè non ci appartengono.
E' saper mantenere il silenzio! Quando sia veramente dovuto! Il giuramento al silenzio dovrebbe essere fatto appena si comincia a comprenderne il significato. Ma il silenzio necessario! Quando qualcuno ci confidi qualcosa e ci dica di non dirlo ad altri! Si faccia nostra la vita di chi si è donato a noi in fiducia. Quando si vengano a sapere "elementi" che potrebbero inficiare qualcuno di innocente. Quando non si abbia la certezza di quanto veniamo a conoscenza! Quando quel che sentiamo sia nato da chiacchiere da pettegolezzo da "zitelle" e da trasparente invidia. Quando si venga a sapere qualcosa, di qualcuno o di qualcosa. Si puo' parlarne ma senza dire nomi. Ed a persone di cui ci fidiamo. O pubblicamente: quando possa servire al bene di altri. Ad un bene superiore. Al miglioramento di tutti. Considerando che in questo mondo nulla è "segreto" mantenere il silenzio è indice di grande forza morale! Come lo è non farsi "la vita degli altri" e saperne partecipare nel rispetto assoluto! Come lo è DIRE: non per condannare gli errori altrui ma per incentivare a trasformarli in "pietra d'angolo".
Gioia è saper vedere ove sta la nostra libertà. Che per altri puo' essere catena. E farla valere! Contrastare chi vuole propinarci una liberta' che non ci appartiene. O che non ci appartiene piu'. Viverci per come siamo e come vogliamo! Anche errando! Perchè, insegna Vittorino Andreoli e prima di lui anche i Grandi Saggi della storia, i grandi Filosofi, i Santi di ogni religione: bisogna saper fare l'elogio dell'errore per potersi dire UOMINI in grado di trasformare il Caos in Equilibrio.
Gioia è: Essere felici di come si è! Per come si puo' essere. A volte non possiamo essere veramente pienamente noi stessi! Perchè i gruppi che frequentiamo dissentono, hanno altri valori, non sanno porsi in discussione e non accolgono il nostro metterci e mettere in discussione. Via di crescita, di miglioramento. Allora la nostra libertà , il nostro essere il "chi siamo" va riconquistato, o conquistato, gradualmente. Segno di umiltà forte; di Fortezza chiara e limpida. Di coraggio, amor proprio, autostima che non deve essere iper-stima. Che sa nuotare nei flutti degli abissi anche facendo il "morto": rimanendo a galla! Sopravvivendo allo scopo di poter vivere.
Gioia è ogni "crisi". Cosa che determina una lacerazione, un guardarsi dentro ed un guardare fuori. Mai con la voglia di giustificarsi, se non quando se ne abbia diritto e per proteggere i nostri valori, i nostri ideali, le nostre idee, il nostro dire in verità, i nostri cari, le persone che amiamo, con cui abbiamo scelto di vivere e condividere la vita, le nostre cose. I piu' deboli, gli indifesi, chi sia maltrattato, offeso, lasciato solo, denigrato, calpestato, abusato. Chiunque! Dai bimbi ai vecchi! Passando per le donne spesso troppo sole, ingannate, fragili, non accolte, invidiate, impossibilitate dai "sistemi" a dare il meglio di se stesse (nella vita ordinaria, nel lavoro, nel sociale). E gli uomini: spesso relegati ad essere per forza MASCHI che "ce l'ho duro" e "me ne son fatte tot..." ma incapaci di far uscire la tenerezza di cui sono PIENI! Spesso indirizzati dal vivere comune all'essere solo produttivi. Schiavizzati come in "campi di concentramento" ( e oggi vale anche per troppe donne ipofemminili) in cui la regola sia "il lavoro ti renderà libero"! Il lavoro è un bene che a tutti dovrebbe essere dovuto. Che non dovrebbe essere tolto con sotterfugi, falsi identikit, sistemi orrendi come il mobbing. Che tutti dovremo , pero', saper equilibrare ai valori laici e spirituali che "esaltino" l'uomo e non lo rendano meccanica catena di montaggio invece che lieta meccanica celeste già in terra. Gioia è anche spalancare le braccia a chi abbia fatto scelte sbagliate nella vita ed abbia voglia di ricominciare! Di riprendere in mano se stesso, i suoi affetti, il suo essere: Uomo! Questo nell'ambito di coppia, familiare, comunitario!
Gioia è saper accettare che delle porte ci vengano chiuse in faccia, pur protestando, quando ingiusto e sempre e solo finalizzati ad aiutare che non avvenga piu' nei confronti di altri. Quindi anche per il bene umano di chi ... non sappia accogliere chi bussa. Ed è saper chiudere, dolcemente e docilmente, delle porte quando cio' sia per un bene maggiore nostro ed altrui! In accordo ed in serenità. Ed anche saper accogliere che "i portoni dell'Inferno" si aprano nella nostra vita. Scendere negli inferi, di noi stessi, degli altri ed in quelli reali puo' essere un doloroso: PRIVILEGIO. Sta a noi comprenderlo. In un giusto dicernimento. Che ci fa vedere, anche, che spesso il male non è piu' male di....certo bene. E che la realta', dell'Alto e del Basso, sta a noi imparare a leggerla. Intimamente ed in una coscienza scevra da "falsanti indottrinamenti".
Gioia è renderci conto che il mondo avanza anche senza di noi! Ma che senza di chiunque altro avessimo incontrato, conosciuto anche per un attimo, nella vita: noi non potremo essere come siamo e non potremo vivere e viverci. Perchè ogni persona, ogni avvenimento, ogni fallimento ed ogni successo sono "ME".
Gioia è, quindi: AMARE! come siamo capaci, come possiamo. Ma tutto e tutti! Essere sempre in amore! E non temere l'Amore comunque si presenti! Viverlo! Non lasciarlo sfiorire mai. Nel nostro essere piu' completo. Senza timori ma nel massimo rispetto reciproco. Cosa che si impara! Essere sempre capaci di farci amanti! In una sessualità di vita! Che si esprima anche in un mesto sorriso. Perchè fare l'amore non è solo eiaculazione. E' anche sciogliersi per la bellezza di un filo d'erba che fa capolino dalla terra. Per la testina di un asparago che sbuca invitante a dirci che...è giunta la stagione per una bella scorpacciata! Per la lumaca che ci bucherella, rendendo superbo pizzo, le foglie della piantina di basilico che stiamo provando a crescere.
Gioia è: essere sempre innamorati! Di un sogno che renda la realtà un po' meno reale. Nonchè della realtà che permetta di rendere reali i nostri sogni! In un lavoro lungo. Del quotidiano della nostra vita.
Elisa.
GIOIA è poter dire a Kekko dei Modà, pur consapevole che lo potra' sentire solo nell'amore che gli invio e non per quanto scrivo: "stringi con gioia la tua piccola Gioia e dalle un bacino da parte mia".
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